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Farmaci e dintorni

02 Agosto 2019

Oppioidi e allattamento, istruzioni su codeina a tramadolo da Fda


Farmaci oppiodi e allattamento: la Fda comunica le precauzioni da adottare per l'assunzione di codeina e tramadolo

La revisione della letteratura medica in materia di assunzione codeina e allattamento ha evidenziato un numero elevato di casi di eccessiva sonnolenza nei neonati, oltre a gravi complicazioni respiratorie, una delle quali con esito mortale. La revisione del materiale sull'utilizzo di tramadolo in allattamento non ha evidenziato eventi avversi, ma la presenza del metabolita M1 riscontrata nel latte materno suscita preoccupazioni per potenziali rischi mortali dovuti alla possibile presenza nell'organismo di un "metabolizzatore ultra-rapido" e alle eventuali insufficienze respiratorie. A diffondere questi dati, insieme alle principali raccomandazioni e precauzioni per l'utilizzo dei farmaci oppioidi nel trattamento analgesico di madri nella fase dell'allattamento, è la Food and Drug Administration (Fda) tramite nota.

Codeina, tramadolo e "Metabolizzatore ultra-rapido"

Come spiegato dall'ente di controllo Usa, codeina e tramadolo sono due analgesici oppioidi. La prima è utilizzata nel trattamento del dolore da leggero a grave, solitamente in combinazione con altri medicinali come acetaminofene in forma di farmaco prescritto o Otc; il secondo è utilizzato nel trattamento del dolore nei casi di dolore serio, non alleviabile in altro modo. Quando la codeina raggiunge il fegato, viene trasformata in morfina, la forma attiva con effetto analgesico e responsabile dei possibili effetti colaterali. Il tramadolo invece viene convertito in O-desmetil tramadolo (detto M1), principio attivo estremamente più efficace.
Entrambi gli oppioidi vengono metabolizzati e trasformati nella forma attiva dal fegato tramite l'enzima Citocromo P450 2D6 (CYP2D6). Tuttavia, la possibile presenza di una variazione di questo enzima nell'organismo espone gli utilizzatori a ulteriori pericoli. La presenza di un CYP2D6 "ultra-rapido" potrebbe generare una trasformazione delle due sostanze in forma attiva non solo più veloce, ma anche più copioso, portando a un aumento delle probabilità di incorrere in eventi avversi. Il numero di individui con "metabolizzatori ultra-rapidi" varia a seconda della popolazione: nei caucasici si riscontra in 1/10 casi su 100; nella popolazione afroamericana l'incidenza e di 3/4 su 100; nelle popolazioni dell'est asiatico si attesta a 1/2 su 100; nelle popolazioni dell'Oceania, dell'Africa settentrionale, del Medio Oriente e del Porto Rico supera i 10 casi su 100.

Oppioidi in allattamento

I sintomi riscontrati nei bambini sono aumento della sonnolenza (i neonati allattati normalmente devono essere nutriti ogni 2/3 ore e solitamente dormono non più a lungo di circa 4 ore), difficoltà nell'allattare, complicazioni respiratorie nella madre e nel bambino, spossatezza.
La Fda sottolinea come l'utilizzo degli oppioidi sia sconsigliato durante l'allattamento, e invita le madri a porre estrema attenzione all'insorgere di segni e sintomi nei neonati. Dato che è difficile che le madri sappiano se sono "metabolizzatrici ultra-rapide", l'assunzione è sconsigliata a prescindere, per non esporre i bambini a potenziali rischi mortali.

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