Il Gem (Ginkgo evaluation of memory) è il più ampio studio randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo sulla supplementazione con Ginkgo biloba. Il trial aveva reclutato 3.069 partecipanti, massimo 75enni, randomizzati a ricevere 120mg di un estratto standardizzato di ginkgo o placebo due volte al giorno per 6 anni. In prima analisi i risultati avevano già escluso la presenza di un beneficio rispetto all’insorgenza di demenza, infarto, ictus o morte, mentre a favore dell’estratto di Ginkgo c’è una riduzione del rischio di sviluppare arteriopatia periferica. Ora gli autori hanno analizzato, come endpoint secondario, la possibile prevenzione delle neoplasie ma i dati pubblicati su Pharmacoepidemiology and drug safety non sono favorevoli. Per quanto riguarda i tumori più diffusi nella popolazione anziana, infatti, l’assunzione regolare di Ginkgo non sembra ridurne l’incidenza: dai registri ospedalieri risultano 310 ricoveri per cancro, 148 nel gruppo placebo e 162 nel gruppo ginkgo. In pratica i tassi d’incidenza risultano simili nei due gruppi anche se, restringendo l’analisi alla sede del tumore, il rischio risulta più basso per la prostata e più elevato per seno e colon nel gruppo in trattamento. Non si può nemmeno escludere che un follow up più lungo, o una supplementazione iniziata in giovane età, possano far emergere riscontri positivi che, al momento, non sono evidenti.
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