Fitoterapia
31 Ottobre 2014La Medicina tradizionale cinese è una delle più complesse ed affascinanti discipline mai esistite e la fitoterapia ne rappresenta un valido strumento di applicazione. Lo studio delle piante officinali in Cina fiorisce verso il 200 a.c. e si concretizza con il trattato Shen Nong Ben Cao, nel quale vengono descritte 366 piante e per ciascuna indicate proprietà e controindicazioni. Nel testo vengono anche proposte diverse combinazioni di droghe vegetali, alcune delle quali rimaste immutate nel tempo ed ancora utilizzate. La forza delle preparazioni fitoterapiche cinesi risiede nel supporto reciproco che ciascuna droga vegetale offre all'altra. È come se ci trovassimo davanti un complesso castello di carta in cui ciascun elemento risulta essenziale per la struttura. Questi concetti vengono codificati da Li Shi Zhen nel Ben Cao Gang Mu del 1596 d.C. In questo testo oltre allo Xiang Xu (rinforzo reciproco, sinergia) e allo Xiang Shi (assistenza reciproca, potenziamento) viene descritto anche lo Xiang Wei (costrizione reciproca, "timore reciproco") ovvero quando la tossicità o gli effetti collaterali di una droga vengono ridotti o aboliti dall'associazione con un'altra. Recentemente anche la moderna ricerca scientifica si è interessata alla materia matematizzando i concetti di sinergismo ed antagonismo. Si parla di uno o dell'altro effetto se il risultato dell'interazione tra 2 piante è maggiore nel primo caso, e minore nel secondo, alla somma dei singoli effetti. Il potenziamento è invece un tipo di sinergismo in cui uno dei due componenti non presenta di per sé alcun effetto ma potenzia quello di altre sostanze co-somministrate. Sono state in questo modo individuate sperimentalmente numerose sinergie tra coppie di piante come quella tra Iperico e Passiflora, tra Valeriana e Luppolo, tra Boswellia e Mirra. Infine sono emersi estratti o singole molecole vegetali che risultano dei potenzianti generali, i cosidetti bioenancher. Di solito essi aumentano la biodisponibilità delle sostanze co-somministrate influenzandone la cinetica (assorbimento, metabolismo, escrezione). Tra i bioenancher sono presenti piperina, zenzero, niaziridina, glicirrizina, cumino, carvi, allicina, lisergolo, Aloe vera, Stevia rebaudiana, curcumina, sinomenina, genisteina, Ammannia multiflora, capsaicina, quercetina, naringina, capmul© (gliceridi a media catena). Essi riducono la dose, la durata del trattamento e quindi di conseguenza il fenomeno della resistenza e della tossicità, e non per ultimo i costi della terapia per numerosi fitoterapici e farmaci co-somministrati.
Angelo Siviero
farmacista specializzato in galenica e fitoterapia
info@fitovallee.com
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