Fieno greco, utile per controllare zuccheri e colesterolo nel sangue
Cresce nel bacino del Mediterraneo ma l'utilizzo di questa pianta travalica i confini di culture e popolazioni per ritrovarsi nell'etnomedicina di popolazioni arabe e berbere.Considerata una delle prime piante a cui furono attribuite proprietà curative (medicina Ayurvedica e Tradizionale Cinese), Trigonella foenum-graecum si ritrova citata già all'epoca di Catone, raccomandata per far ingrassare gli animali. Da tale uso, deriva il nome della specie, "fieno greco", in quanto utilizzato per il foraggiamento animale. La sua fama accresce a tal punto in Europa che, in epoca medioevale, le venivano attribuite proprietà risolutive per oltre 600 malattie, tra cui la magrezza eccessiva. E proprio l'effetto tonico-anabolizzante è tra i più ricorrente nelle medicine popolari, si pensi che nelle culture arabe veniva offerto alle ragazze che volevano ingrassare e si riteneva avesse effetti afrodisiaci. Nella cultura berbera, veniva utilizzato invece principalmente per risolvere casi di parassitosi. La droga della pianta sono i semi, che oltre a poter essere utilizzati come surrogato del caffè, sono ricchi di saponine steoridee (diosgenina), alcaloidi, flavonoidi, steroli, fibre, vitamine, minerali, e galattomannani. La recente ricerca fitoterapica ha rivelato l'effetto ipoglicemizzante e ipolipedemizzante della pianta. Sono azioni modeste, per le quali giocano un ruolo cruciale le fibre contenute nei semi. Infatti, andando ad ispessire lo strato mucoso intestinale rendono più difficoltoso l'assorbimento del colesterolo e del glucosio ingerito con la dieta. Inoltre, l'azione contro il colesterolo è corroborata dall'aumento di escrezione dello stesso da parte della bile per effetto coleretico e colagogo della pianta. In vivo si è studiata anche la proprietà carminativa (aumento di amilasi) e antiulcera del fieno greco. Quest'ultima, in particolare è stata confrontata con l'omeprazolo in animali da laboratorio con eccellenti risultati. Infatti, si è visto una riduzione della secrezione acida ed un aumento del muco protettivo. L'azione antiossidante dell'estratto ha ridotto anche la per ossidazione lipidica indotta da etanolo. Tutto questo ha permesso di ridurre il danno mucosale come, se non di più, dell'omeprazolo. Per quanto riguarda l'effetto tonico e "anabolizzante", le ricerche si sono accentuate soprattutto negli ultimi anni. È il caso di un articolo di Baghi e Verma del 2017, nel quale gli autori hanno testato un estratto brevettato arricchito di protodioscina per le sue proprietà sull'apparato sessuale maschile. Infatti, somministrando per 12 settimane 500mg/die di estratto si è osservato un aumento dei livelli di testosterone ematico libero, un miglioramento nella conta e morfologia degli spermatozoi. Gli effetti positivi si sono registrati anche nei livelli di attenzione e nello stato psicologico dei pazienti trattati. Ma gli studi non si limitano al solo genere maschile. Infatti, il fieno greco è stato studiato anche per contrastare il calo di libido nelle donne così come nel trattamento della sindrome dell'ovaio policistico. In questi casi, si presti molta attenzione al tipo di estratto utilizzato negli studi, poiché per ottenere questi effetti gli studiosi utilizzano particolari estratti brevettati e sviluppati ad hoc. Questo ci invita alla cautela sia per quanto riguarda la scelta dell'estratto di fieno greco da consigliare per le varie situazioni sia per i potenziali effetti collaterali. Infatti, se un estratto "standard" di fieno greco presenta possibili interazioni con ipoglicemizzanti orali, anticoagulanti e la riduzione assorbimento causa fibre di altri farmaci, possiamo essere sicuri che non ci siano effetti su terapie ormonali in atto?
Luca Guizzon Farmacista territoriale esperto in fitoterapia, Farmacia Campedello, Vicenza
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