Dolore neuropatico nel diabete, olio essenziale a uso topico dal melone amaro
"Mela amara" o "melone amaro" sono i nomi con cui è conosciuto il Citrullus colocynthis, pianta velenosa, ma che ha rivelato interessanti proprietà antidiabetiche. Originaria della regione mediterranea, cresce in ambienti sabbiosi, con frutti amari (da cui il nome) che vengono utilizzati nella medicina popolare come forte purgante. Per questo suo utilizzo veniva già menzionata nel 1500 a.C. degli scritti Egizi, che ne scavavano il frutto asportandone buona parte della polpa, per riempirlo di latte e lasciarlo riposare una notte. Veniva poi bevuto al mattino accompagnato da olio d'oliva.
Applicazioni nel diabete e nelle complicanze diabetiche
Il suo utilizzo è declinato nella farmacopea fin dalla metà del diciannovesimo secolo a causa della associazione a casi di intossicazione e ad alcune morti sospette. Nell'ultimo decennio si sono susseguiti invece studi sul Citrullus colocynthis per le sue possibili applicazioni nel diabete e nelle complicanze dello stesso. I metaboliti secondari che sono presenti nella pianta sono glicosidi, flavonoidi, alcaloidi, acidi grassi e l'olio essenziale. Tra questi in particolare, sono stati isolate numerose le curcurbitacine e colocyntosidi. Oltre all'utilizzo come antidiabetico, la pianta è studiata come antiossidante, citotossica, antidislipedmica, insetticida ed antiinfiammatoria. Ma tornando al diabete, tutte le parti della pianta sono state studiate a tal proposito. Con estratti sia etanolici, sia metanolici che acquosi, somministrati nei vari studi a dosi variabili tra i 10 fino ai 500 mg/kg peso corporeo/die. Tutti questi studi sono concordi nel sostenere il potenziale antiglicemico e anti-sindrome metabolica della pianta. Parti diverse, se condividono l'effetto antiglicemico possono avere utilizzi comunque diversi. Nel dettaglio, 100mg di estratto di frutto somministrato per 3 volte al giorno in pazienti affetti da diabete di tipo II ha ridotto in 2 mesi significativamente i livelli di emoglobina glicata e di glicemia. Altri parametri ematologici, quali trigliceridi, AST, ALT e cretinemia non sono variati. Utilizzando, invece 300mg di semi polverizzati per 6 settimane, gli studiosi hanno osservato invece una riduzione dei livelli ematici di trigliceridi e di colesterolo totale. L'olio essenziale invece sembra essere più utile per trattare una specifica complicanza del diabete: il dolore neuropatico. Applicando topicamente l'olio essenziale per 3 mesi si è modificata la velocità di conduzione, nella latenza distale ed un'amplificazione sensoriale di alcuni nervi tra cui il tibiale, peroneale e surale. Questo ha portato alla riduzione del dolore. Effetti sul funzionamento neuronale e sulla qualità della vita rimangono comunque da analizzare più approfonditamente e per più tempo.
Potenziale effetto anti- convulsioni in animali
Oltre il diabete, i frutti sono stati studiati per il loro potenziale anticonvulsivante. Per il momento gli studi sono solo in vivo, ma differenti dosi (10, 25, 50, and 100 mg/kg) hanno ridotto le convulsioni indotte negli animali trattati. Il meccanismo sembra coinvolgere il sistema gabaergico e oppioide. Tutte queste attività hanno purtroppo un prezzo da pagare: gli effetti collaterali. In molti studi si riportano effetti collaterali a carico del sistema gastro intestinale e del tratto urinario. In un caso si è registrata una nefrite interstiziale acuta che ha portato la paziente ad essere dializzata. In persone sensibili i principi tossici possono essere assimilati anche per via respiratoria causando lievi intossicazioni che possono essere trasmessi dalla madre al lattante tramite latte materno. L'intossicazione causa nausea, vomito, intensa gastroenterite con forti dolori colici, con scariche sanguigne e dolorose, anuria, crampi, convulsioni e poi morte.
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