Nutrizione
10 Maggio 2013Il “baby led weaning” (Bwl), che significa “svezzamento guidato dal bambino”, nasce in Gran Bretagna, in risposta allo “spoonfeeding”, cioè la pratica consolidata di svezzare i bambini utilizzando cibi ridotti in purea, somministrati con il cucchiaino. Il Bwl, al contrario, incoraggia il bambino sin dall’inizio dello svezzamento a scoprire il cibo, afferrandolo con le mani (self-weaning), e, portandolo alla bocca in completa autonomia. Si basa sui due concetti di “complementarietà” degli alimenti solidi e di “richiesta”(comuni anche al modello nostrano più simile e conosciuto con il nome di alimentazione complementare a richiesta, Acr, che però si discosta per certe modalità). Il Bwl riconosce al latte materno, o alla formula il ruolo di alimento fondamentale fino almeno ai 6 mesi di età ed eventualmente oltre, fino a quando il bambino lo richiede. Non impone fra il quinto e il sesto mese, la graduale riduzione delle poppate per lasciare spazio ai pasti a base di pappe, come accade nella pratica comune, secondo i più diffusi schemi di svezzamento. Il bambino al contrario, appena in grado, siede a tavola con la famiglia, libero di scegliere cosa mangiare fra quanto gli viene offerto, facendo in questo modo esperienza della varietà, dei colori e dei sapori; stabilendo con il cibo e il momento del pasto un rapporto sano e gioioso. Molti studi si sono concentrati sull’età di inizio dello svezzamento, meno sull’impatto dei diversi metodi di introduzione di nuovi alimenti. In Gran Bretagna e Nuova Zelanda, dove il Bwl sta diventando sempre più popolare, si è cominciato a investigarne i vantaggi sia da un punto di vista nutrizionale, sia sullo sviluppo delle preferenze alimentari. Ecco i primi risultati: diversi benefici riconosciuti, ma tante domande a cui dare ancora risposta. Bwl non è adatto per tutti, ma probabilmente per la maggior parte dei bambini dopo i 6 mesi compiuti; è associato a una minor stato di ansia da parte delle madri; a una minor conflitto al momento del pasto; migliora nel bambino l’accettazione delle diverse varietà di alimenti e l’auto-controllo nel consumo di cibo; nei bambini così svezzati è stata osservata una preferenza per i carboidrati (a discapito di alimenti dolci, contenenti zucchero). Di contro, molti pediatri, si sono detti preoccupati perché non è un percorso facile da seguire: può non essere possibile allattare il piccolo fino a che lo sviluppo delle capacità di controllo dei movimenti delle mani e della bocca sia sufficiente, con il rischio di anticipare lo svezzamento a quando il bambino non è ancora in grado di autoalimentarsi; l’alimentazione della famiglia deve essere variata ed equilibrata e il cibo proposto avere una formulazione adatta; soprattutto all’inizio, potrebbero esserci carenze di introito energetico giornaliero, carenze di ferro, squilibri nutrizionali dovuti al consumo di certi alimenti a discapito di altri (che il bambino non riesce a maneggiare) e su tutti il pericolo di soffocamento.
Cameron SL et al. How feasible is baby-led weaning as an approach to infant feeding? A review of the evidence. Nutrients 2012 4: 1575-1609
Cameron SL et al. Healthcare professionals’ and mothers’ knowledge of, attitudes to and experiences with, Baby-Led Weaning: a content analysis study BMJ Open 2012;2:e001542
Townsed E et al. Baby knows best? The impact of weaning style on food preferences and body mass index in early childwood in a case-controlled sample. BMJ Open 2012 2:e000298
Francesca De Vecchi - specialista in scienze dell’alimentazione
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