Nutrizione
11 Maggio 2017Malattia cronica caratterizzata da alterazioni comportamentali, fisiche e psichiche, l'alcolismo comporta non solo un danno alla salute, ma il peggioramento della vita sociale e di relazione della persona che abusa di alcol in modo continuativo o anche periodico. L'alcol è tuttavia causa di patologie e problematiche correlate anche quando il suo consumo non è tale da poter definire "alcolista" un individuo. Lo precisa, nelle sue pagine informative, il Ministero della Salute, che il 21 marzo scorso ha trasmesso al Parlamento la Relazione sugli interventi realizzati nel 2016 in materia di alcol e problemi correlati.
Nel 2015 l'Istat ha registrato un aumento dei consumi, rispetto all'anno 2014: gli italiani che hanno consumato almeno una bevanda alcolica (a partire dall'età di 11 anni) sono il 64,5% contro il 63% dell'anno precedente; in prevalenza maschi (77%), rispetto alle femmine (52%). Un aumento confermato anche a livello europeo dai dati del database Health For All, che hanno messo in luce un aumento dei litri di alcol puro medio pro capite consumato, negli ultimi quattro anni, in risalita rispetto ai periodi precedenti.
Emerge però una nuova realtà. "Il fenomeno relativo al consumo di bevande alcoliche nella popolazione italiana, negli anni più recenti - premette il Rapporto - sta decisamente mostrando un profilo nuovo rispetto agli ultimi decenni e purtroppo non meno preoccupante": è quello del fuori pasto, che aumenta progressivamente. Una condizione ritenuta ancor più dannosa per le patologie e le problematiche correlate. I consumatori di alcol fuori pasto erano il 27,9% nel 2015, in aumento rispetto ai due anni precedenti (nel 2013 erano 25,8%). I dati Istat del periodo 2005-2015 confermano la tendenza: si vede una diminuzione costante della quota di consumatori, anche giornalieri, mentre crescono quelli occasionali (dal 38,6% al 42,3%) e quelli che bevono fuori pasto (dal 25,7% al 27,9%), appunto.
Cosa bevono gli italiani? Sempre meno birra e vino, soprattutto i più giovani e le donne, e sempre più aperitivi, amari e superalcolici in particolare i giovani e giovanissimi, ma per lo più gli adulti sopra i 44 anni e negli anziani.
Sta però crescendo anche un altro fenomeno legato alle modalità di consumo: 3.700000 italiani bevono molto alcol, al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo, il cosiddetto binge drinking.
Le percentuali diforti bevitori (o binge drinker)maschi e femmine aumentano nell'adolescenza, raggiungono il picco tra i 18-24enni (M=22,2%; F=8,6%) per poi calare nuovamente. Sono stati nel 2015 il 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di età superiore a 11 anni, numeri che destano molte preoccupazioni perché descrivono un fenomeno che colpisce soprattutto le fasce giovani della popolazione, quelle - tra l'altro - interessate al divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche.
Francesca de Vecchi
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