Nutrizione
17 Gennaio 2019I dati che descrivono il rischio di malnutrizione in Europa restituiscono una situazione preoccupante: 33 milioni sono gli adulti a rischio che rappresentano anche una spesa complessiva in servizi sanitari di oltre 170 miliardi di euro. I Percorsi Assistenziali di Nutrizione Clinica (PANC) sono tuttavia poco attivati, anche in Italia, dove le stime parlano di 700 mila adulti a rischio. La Società italiana di nutrizione clinica ha indetto lo scorso dicembre il primo forum italiano sulla nutrizione clinica con l'obiettivo di redigere un documento di consenso tra tutti i protagonisti del settore: pazienti, esperti, clinici, politici e media. Il progetto, denominato NUTRENDO® vuole integrare le conoscenze, armonizzare la formazione delle varie figure coinvolte nella cura, rispondere a bisogni del paziente sviluppando e facendo conoscere strategie efficaci, con anche il fine di diminuire l'impatto economico dei trattamenti per le conseguenze mediche e sociali della malnutrizione. "Se consideriamo che praticamente ognuno si ammala nel corso della vita, ecco come la nutrizione clinica diventa estremamente importante e ancora di più se con una patologia si deve convivere" dichiara Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC - Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo.
«Il Forum si concluderà con l'elaborazione de "I fogli di Roma", un documento di consenso che potrà essere consultato e utilizzato dagli addetti ai lavori". La malnutrizione aumenta il rischio di sepsi, infezioni o insufficienza d'organo per il 60% dei pazienti ricoverati, con un aumento significativo di morbilità e mortalità evitabile. Nel paziente affetto da neoplasia, per esempio, la perdita di peso è associata a una diminuita sopravvivenza, a una scarsa risposta e/o tolleranza ai trattamenti radioterapici e chemioterapici, a una ridotta qualità di vita, a una più alta incidenza e durata di ospedalizzazione. Si stima che il 20-30% di essi muoia per gli effetti della malnutrizione. "Studi hanno dimostrato che 1 paziente oncologico su 5 perde la vita per le conseguenze di un insufficiente o inadeguato apporto di nutrienti. Mentre secondo i dati del Ministero della Salute è malnutrito il 20% dei residenti nelle RSA, il 40% dei soggetti ospedalizzati e il 70% dei ricoverati in reparti di lungodegenza», sottolinea Muscaritoli. Anche studi di farmaco-economia hanno infine stabilito che riconoscere e trattare in maniera adeguata la malnutrizione riduce sensibilmente i costi sanitari.
Francesca De Vecchi
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