Omeopatia
28 Settembre 2017Noto anche come zafferano bastardo è una pianta altamente velenosa la cui tintura madre si prepara dai bulbi raccolti in tarda primavera che contengono acidi organici ed alcaloidi tossici, tra i quali il più importante la colchicina, avente anche effetti antitumorali legati al blocco delle mitosi cellulari. La sua attività antinfiammatoria è alla base dell'effetto antigottoso, diuretico e analgesico. La sua tossicità si manifesta con disturbi gastroenterici, parasimpaticolitici e simpaticomimetici
Principali indicazioni
Sindromi digestive con dispepsie, diarree dissenteriche e mucose; malattie infettive gravi con associata iperestesia dell'olfatto; attacchi acuti di gotta; reumatismi delle articolazioni col carattere di dolori erratici evocati dal freddo umido; palpitazioni ansiose con sensazione di oppressione cardiaca associato a polso flebile e rapido e edema delle estremità; dolori lombari con urine scarse, brucianti, scure, sanguinolente
Caratteristiche psicologiche del paziente
Il malato Colchicum è debole e infreddolito ma è anche molto sensibile e agitato
Modalità reattive ai sintomi della malattia
Peggiora: di notte, con il freddo umido, con il movimento, con l'odore degli alimenti, se sfiorato.
Migliora: col riposo, col caldo, dopo la defecazione.
Sensazione: iperestesia dell'olfatto, crampi e paresi degli arti doloranti
Modi e tempi di somministrazione:
Si somministrano tre grani più volte al giorno: nelle malattie infettive gravi e nelle nausee da antimitotici fisici o chimici di Colchicum 15 CH; nelle nausee da gravidanza o da coliti 7 CH; nei dolori reumatici migranti o negli attacchi di gotta si preferiscono basse diluizioni (3 o 5 DH) o poche gocce di T.M. (5-6 gocce ripetute più volte al giorno)
Il simile cura il simile
Il suo uso, noto fin dall'antichità per la cura della gotta, provocò molti sintomi da intossicazione, soprattutto sul sistema nervoso e sull'apparato digerente, dai quali fu desunta la sua similitudine omeopatica (legge di Arndt-Schulz) e l'azione terapeutica. A dosi forti induce una grande prostrazione, spossatezza e ipersensibilità cutanea al minimo sfioramento, ipersensibilità sensoriale soprattutto olfattiva; sull'apparato digerente provoca vomito, bruciori e dilatazione gastro-intestinali; sul respiratorio senso di oppressione; sull'urinario un effetto diuretico o, al contrario, ipo-anuria; sull'apparato locomotore infiammazioni e dolori violenti migranti, con crampi muscolari e perdita della forza
Tiziana Di Giampietro
Si ringrazia SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata) per la gentile collaborazione.
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