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Politica e Sanità

15 Novembre 2011

Chiesi ancora al top in R&D


Industria

Per il terzo anno consecutivo, Chiesi Farmaceutici compare tra le imprese italiane che investono più risorse in ricerca e sviluppo. Lo conferma la speciale graduatoria 2007 EU Industrial R&D Investment Scoreboard elaborata annualmente dalla Commissione Europea Ricerca Industriale e Innovazione in collaborazione con l''Institute for Prospective Technological Studies. In particolare, il Gruppo Chiesi figura all''undicesimo posto assoluto della graduatoria nazionale, alle spalle dei più grandi gruppi pubblici e privati italiani, e prima tra le imprese farmaceutiche nazionali. Nella graduatoria generale delle mille imprese europee che dedicano più risorse alle attività di ricerca e sviluppo, Chiesi compare al 198�posto assoluto e al 14� tra le farmaceutiche. “Si tratta di un'' importante conferma del nostro sforzo per promuovere l''innovazione in Italia - ha commentato Alberto Chiesi, presidente e amministratore delegato. Attraverso il contributo della nostra ricerca e le collaborazioni con alcuni tra i più qualificati centri di eccellenza in ambito tecnologico farmaceutico, preclinico e clinico, Chiesi si impegna a realizzare piattaforme tecnologiche e specialità farmaceutiche in grado di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze terapeutiche di medici e pazienti. In questo modo, sviluppiamo nuove conoscenze e creiamo valore per la nostra impresa e per il nostro Paese”.  “Il mondo del farmaco si sta aprendo a nuove prospettive che, nel giro di alcuni anni, si concretizzeranno in nuovi paradigmi dello sviluppo farmacologico”, ha sottolineato Paolo Chiesi, vicepresidente e direttore di Ricerca e Sviluppo. “Il rapido affermarsi di discipline quali la genomica, la proteomica e le nanotecnologie applicate alla cura della salute impone un costante aggiornamento delle conoscenze da parte dei ricercatori e adeguati investimenti in ricerca e sviluppo. Da molti anni, Chiesi investe tra il 13 e il 15% del proprio fatturato per alimentare la propria "fabbrica delle conoscenze" e intende continuare su questa strada”.

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