Politica e Sanità
30 Novembre 2011Intorno al caso della nimesulide continuano le polemiche contro le farmacie. La Federazione richiama, come ha sempre fatto, al rispetto di leggi e codice deontologico ma ricorda che le violazioni vanno documentate e denunciate allOrdine di appartenenza
Secondo il Movimento nazionale liberi farmacisti già nel 2005 questa organizzazione, dopo un''inchiesta del quotidiano ''La Provincia'' di Como che su sette farmacie visitate si vide consegnare da tutte e sette l''Aulin senza ricetta, aveva denunciato la diffusione in tutta Italia di questo modo di fare. Politica questa, spesso imposta ai collaboratori di farmacia che, pena il licenziamento, debbono adeguarsi ai comportamenti dettati dalla proprietà delle aziende". Unaccusa alla quale la FOFI risponde in modo molto netto. La Federazione nazionale dice un comunicato non smetterà mai di richiamare tutti gli iscritti, siano essi titolari o collaboratori, al rispetto degli obblighi di legge relativi alla dispensazione dei farmaci con ricetta medica. Eventuali deroghe potrebbero riguardare esclusivamente casi di assoluta urgenza o emergenza: una proposta, in questo senso, è stata presentata dalla Federazione al Ministero della Salute per prevedere, con decreto ministeriale, alcune modifiche alla normativa vigente.
Quanto alle presunte imposizioni ai collaboratori, la deontologia professionale è inequivocabile. Il farmacista non può esercitare, e tantomeno imporre ai collaboratori, modalità di lavoro incoerenti con le disposizioni di legge: le violazioni vanno documentate e denunciate allOrdine di appartenenza. E bene ricordare, dunque, che il comportamento scorretto di alcuni iscritti non può essere generalizzato. E, del resto, non sarà un caso se il servizio farmaceutico � come dimostrano le più recenti ricerche demoscopiche � risulta ancora al primo posto nellapprezzamento dei cittadini. Intorno alluso del farmaco, conclude il comunicato della federazione occorre comunque unire le forze per sviluppare una vera e propria cultura della salute, in modo tale che lopinione pubblica sia consapevole dei benefici ma anche dei gravi rischi che unassunzione impropria può comportare. Pertanto, la Federazione è impegnata a promuovere la coscienza culturale del farmaco non come bene di consumo ma come bene di salute.
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