Politica e Sanità
30 Novembre 2011Anche per Giacomo Milillo, segretario nazionale del maggiore sindacato dei medici di medicina generale, la sola presenza del farmacista nella GDO potrebbe non essere sufficiente a contrastare leffetto di un ambiente votato al consumo. E se si tratta di farmaci etici questo è un pericolo
Non sembra un provvedimento accettato pacificamente, quello sulluscita della Fascia C dal canale esclusivo. Alla pronuncia del senatore Enzo Bianco si è aggiunta quella dellOnorevole Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia. Desidero esprimere la solidarietà del mio partito, in qualità di coordinatrice regionale di Forza Italia, a tutti i farmacisti italiani ed in particolare a quelli lombardi e bresciani, per l''ennesimo attacco che il sistema ha subito in Parlamento con l''approvazione dellemendamento che determina la decanalizzazione dei farmaci di fascia C. Tale decisione dell''aula di Montecitorio, cui il centro-destra si è fermamente opposto esprimendo voto contrario, non è di poca portata in quanto si tratta di oltre 4.000 referenze ha scritto Gelmini sul Giornale di Brescia. Così si va a smantellare il sistema delle farmacie che nel nostro Paese ha ben funzionato, rappresentando un presidio indispensabile per la tutela della salute dei cittadini, grazie alla capillarità sul territorio ed alla disponibilità di tanti professionisti in camice bianco anche durante il turno nelle ore notturne, la domenica e nei giorni festivi.
''''Plaudiamo alle dichiarazioni del Presidente Bianco in merito alla inopportunità della vendita dei farmaci nei supermercati, dichiarazioni che sono peraltro in controtendenza con il fare della maggioranza'''' ha detto Mauro Cutrufo, capogruppo DC al Senato. ''''Abbiamo affidato ai nostri colleghi di Gruppo senatori Piergiorgio Massidda e Giacomo Santini, rispettivamente componenti delle commissioni sanità e industria, il compito di trattare nelle commissioni questo argomento affinch� non arrivi nemmeno in Aula, venga cioè respinto in Commissione''''. Ma non ci sono soltanto le prese di posizione dei politici.
"Sono contrario alla vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta al supermercato" ha detto Giacomo Milillo, segretario nazionale della FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale), intervenuto ieri, a Roma, a margine della presentazione del rapporto ''Insert'' sulla tossicodipendenza, realizzato da Cittadinanzattiva. "Secondo me - spiega Milillo - questi medicinali non devono uscire dalla farmacia. Spesso sono stato critico - ammette - ma in questo caso sono il primo a difendere la loro professionalità". Per Milillo "il farmaco di fascia C necessita, al momento della prescrizione, di una dispensazione competente". Il pericolo è che gli utenti si facciano prendere un po'' troppo la mano dalla facilità di acquisto del prodotto. "I supermercati danno la garanzia della presenza del farmacista - conclude il segretario nazionale FIMMG - ma sono inseriti in un ambiente consumistico, e non credo che questo valorizzi pienamente la funzione del farmaco".
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