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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Una legge per i baby-psicofarmaci


Dopo una lunga stagione di discussioni, la prescrizione di psicofarmaci in età pediatrica sfocia in una proposta di legge che è stata presentata ieri alla Camera da Mariella Bocciardo (FI), componente della Commissione Affari Sociali della Camera e della Bicamerale per l''infanzia

"Lo Stato stabilisce norme, principi e indirizzi sull''impiego di farmaci psicotropi per la cura dei bambini e degli adolescenti - recita il primo articolo della Pdl - e le Regioni attivano i provvedimenti atti a garantire la tutela della salute dei bambini e degli adolescenti sul proprio territorio e a preservarli dall''uso improprio di farmaci psicotropi". "L''esigenza di regolamentare per legge l''uso di queste sostanze - spiega Bocciardo - nasce da uno stato di emergenza. L''introduzione sul mercato italiano di tre sostanze psicotrope, due per la cura dell''Adhd e la terza per la depressione, la fluoxetina (ma in questo caso si tratta più correttamente dell’allargamento delle indicazioni), ha posto un grave problema di controllo della prescrizione di queste sostanze". La Pdl, in dieci articoli - riferisce una nota - impegna inoltre il ministero della Salute a informare medici e consumatori su ogni raccomandazione alla cautela nella somministrazione del farmaco proveniente da organismi internazionali scientificamente e istituzionalmente riconosciuti. La Pdl dispone poi l''obbligo del consenso informato dei genitori alla terapia farmacologia, il cui codice deve essere annotato su ogni ricetta. Altro punto importante della Pdl riguarda il mondo della scuola e il ruolo dell''insegnante nei confronti della sindrome di iperattività e deficit di attenzione (Adhd). "Sono sempre più diffusi i test compilati dagli insegnanti sul  comportamento degli alunni. Questi test - afferma la parlamentare  azzurra - vengono inviati, spesso senza informarne i genitori, al  Centro di neuropsichiatria infantile, che a seconda del punteggio  stabilisce se il soggetto è sofferente o meno. Questo sistema di  monitoraggio, concordato su iniziative incontrollate tra Asl e scuola, porta a creare un mercato di intervento farmacologico. Ritengo che  l''insegnante non debba assolutamente essere strumento diagnostico, ma  che l''analisi dei comportamenti del bambino spetti esclusivamente al  Centro di neuropsichiatria infantile.

E'' importante - aggiunge - che  l''insegnante faccia da sentinella e dialoghi con i genitori. Saranno  questi ultimi a scegliere se sottoporre il proprio figlio a una visita al Centro specializzato di neuropsichiatria infantile". Secondo la parlamentare, è necessario che il Registro nazionale, predisposto dall''Istituto superiore di sanità per il monitoraggio del  Ritalin, sia allargato anche alle sostanze antidepressive. "Sono noti infatti - sottolinea - gli effetti pericolosi dell''abuso di queste  sostanze, soprattutto arrivano dagli Stati Uniti notizie allarmanti  sull''aumento di suicidi tra i minori che assumono questi farmaci".  "Voglio evitare - conclude - che i disturbi di attenzione e di  depressione nei bambini siano affrontati soltanto con i farmaci e pian piano si abbandoni la terapia psichiatrica, che per la tipologia del  disturbo, è la sola in grado di scendere in profondità e di sanare le  radici del malessere".

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