Politica e Sanità
30 Novembre 2011Botta e risposta tra il presidente dellente di assistenza e il presidente dellENPAF Emilio Croce. La fine del contributo obbligatorio non è un precedente pericoloso per le Casse dei professionisti
Nel corso dellAssemblea dellADEPP � lAssociazione che riunisce le 19 Casse di previdenza dei professionisti � tenutasi ieri a Roma, il presidente dellONAOSI, Aristide Paci, è intervenuto con forza per sollecitare limpegno degli Enti previdenziali volto a ristabilire lobbligatorietà del contributo ONAOSI per tutti i professionisti sanitari iscritti ai rispettivi Ordini. Secondo Paci infatti, la sentenza della Corte Costituzionale che � anche sulla spinta delle categorie interessate � aveva abrogato lobbligo del contributo ONAOSI rappresenterebbe un pericoloso precedente e potrebbe preludere a ulteriori futuri colpi di mano sulle Casse previdenziali. Contro questa considerazione è intervenuto il presidente dellENPAF Emilio Croce che non condivide quanto affermato in merito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 190/2007 riguardante lONAOSI. Si tratta � secondo Croce � di una questione specifica e completamente avulsa dal sistema previdenziale obbligatorio. Va sempre ricordato che lONAOSI non ha mai fatto previdenza. Secondo lENPAF non ci sono quindi pericoli per le altre Casse a seguito della succitata sentenza. Indubbiamente ha proseguito Croce siamo in presenza di una sentenza scritta male, che promana da un giudizio, in cui la difesa delle tesi ONAOSI è stata sostenuta soltanto dallAvvocatura dello Stato. Sarebbe interessante conoscere i motivi per i quali lONAOSI non si è neppure costituita. Daltra parte la norma approvata nella Legge Finanziaria 2003 era una norma in bianco, che non prevedeva alcun modello procedimentale per la corretta determinazione del contributo rispetto alle prestazioni.
Le Organizzazioni dei Farmacisti allunanimità hanno sempre contestato lassenza di qualsivoglia correlazione tra obbligo contributivo e prestazioni assistenziali, che tra laltro non sono circoscritte solo agli orfani dei sanitari ha proseguito Croce Su questo punto
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