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Politica e Sanità

30 Novembre 2011

Gli amari conti della Corte


La Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni-Esercizi 2005-2006 redatta dalla magistratura contabile sottolineano lo squilibrio della spesa sanitaria, dove tre Regioni rappresentano da sole il 75% del disavanzo nazionale

La spesa sanitaria delle regioni cresce del 5,8% tra il 2005 e il 2006. E nello scorso anno ha assorbito il 6,9% del Prodotto interno lordo (PIL) del Paese. Questo il primo dato sottolineato dalla Corte dei Conti nella relazione. "La spesa per prestazioni sanitarie, soggetta ai vincoli e ai meccanismi di copertura definiti con gli accordi e i Patti per la salute - commenta la magistratura contabile - presenta un tasso di crescita ben superiore all''obiettivo programmatico. Il conto consolidato della sanità a consuntivo 2006 registra uscite correnti per 101,4 miliardi di euro". Alla sanità - ricorda la Corte dei Conti - è stato destinato nel 2006 il 14,2% della spesa complessiva. "I dati - prosegue il rapporto - evidenziano situazioni di squilibrio che si ripetono per ognuno dei sei anni dal 2001 al 2006 e risultano particolarmente gravi nell''ultimo triennio 2004-2006. Nel confronto interregionale emerge una realtà differenziata: Lazio, Campania e Sicilia con disavanzi 2006 pari, rispettivamente, a 1.616 milioni, 658 milioni, 909 milioni - in totale 3.183 milioni - contribuiscono a formare oltre il 75% del disavanzo nazionale complessivo. Soprattutto grave per queste tre Regioni, l''esito gestionale dei tre ultimi anni che vedono il Lazio esposto per oltre 5.018 milioni, la Campania per oltre 3.628 milioni e la Sicilia per 2.231 milioni". "Sui costi di competenza e di cassa - prosegue il rapporto della Corte dei Conti - hanno influito i rinnovi contrattuali del personale dei livelli e della dirigenza area 3 e 4, relativamente ai due bienni economici 2002-2003 e 2004-2005. I costi dei rinnovi - sottolinea la magistratura contabile - impattano specialmente sul 2005, con una crescita del 7,6%, mentre è l''anno successivo a registrarne gli effetti di cassa. Sul 2006 si sono concentrati gli effetti dei rinnovi intervenuti in tale anno e quelli dei contratti stipulati il 3 novembre 2005 e slittati, per l''esecuzione, all''anno successivo".

Sulla sostenibilità degli oneri, la Corte esprime "forti preoccupazioni". Quanto alla spesa farmaceutica convenzionata e a distribuzione diretta, il rapporto evidenzia che ha assorbito nel 2006 "una percentuale rilevante del Fondo sanitario regionale (FSN) pari rispettivamente al 13,4% e al 4,4%, in totale 17,8%, con conseguente superamento dai tetti rispettivamente fissati al 13% e al 3%, per un totale complessivo del 16%". La Corte dei Conti ha analizzato anche il debito delle aziende sanitarie e ospedaliere, questa volta riferito al 2005, nei confronti di fornitori e cessionari dei fornitori. Un debito pari a "quasi 32 miliardi di euro, con un aumento rispetto all''anno precedente di circa il 27%. Specie negli ultimi due anni esaminati - rileva - si verifica una decisa impennata, sintomo delle difficoltà di cassa risolte con la perversa soluzione del rinvio dei pagamenti

Due Regioni assorbono quasi la metà delle obbligazioni inevase: il Lazio con 9,7 miliardi e la Campania con 6,9 miliardi", rimarca la Corte. L''attuazione degli accordi di programma "si conferma territorialmente differenziata. Nel 2006 sul totale di quelli previsti (1.564, aggiornato con i processi di revoca) risultava concluso il 38% degli interventi (nel 2005 il 22%), mentre le realizzazioni avviate raggiungevano il 52% (nel 2005 il 36%). Al nord su 657 interventi il 52% (341) delle realizzazioni è concluso e il 45% è avviato; nel centro su 316 interventi il 34% è concluso e il 56% è avviato; nel sud, infine, su 591 interventi è concluso solo il 24%, mentre il 59% è avviato". Infine, "forti differenze" a livello territoriale sono riscontrate dalla Corte dei Conti anche negli altri interventi. "A fine 2006 - conclude - delle somme previste per gli interventi per la libera professione intr

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