Politica e Sanità
30 Novembre 2011"La decisione del giudice è giusta e non deve sorprenderci. L''approfondimento fatto dalla magistratura, infatti, è assolutamente logico". Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità a Palazzo Madama, commenta così la decisione del GUP di Roma di sollevare dall''accusa di ''omicidio del consenziente'' Mario Riccio, il medico che ha accolto le richieste di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, sulla sedazione e sul rifiuto delle terapie. Secondo Marino, la decisione del Gup - di cui si dichiara lieto - è "in linea con l''articolo 32 della Costituzione e con la Convenzione di Oviedo, che all''articolo 5 dice che un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente, ritirare il proprio consenso". "Piergiorgio Welby - prosegue Marino - era assolutamente lucido e capace di comprendere le possibilità di successo o insuccesso delle cure alle quali veniva sottoposto. Per quarant''anni aveva convissuto con la malattia e da nove viveva grazie a un respiratore artificiale. Alla fine di un lungo processo interiore è giunto alla decisione di interrompere una terapia che, liberamente, riteneva sproporzionata per quella che non riteneva più una vita dignitosa. Insomma, aveva chiesto di rispettare un suo diritto e di revocare il consenso informato alle cure. Voleva semplicemente che fossero sospese le terapie e interrotto l''ausilio dei macchinari che non riteneva più sopportabili per se stesso". "La vicenda di Piergiorgio - prosegue il presidente - è stata esemplare, ma non ha nulla a che vedere con il lavoro che stiamo portando avanti al Senato sul testamento biologico. Con una legge sul testamento biologico si vuole permettere a ogni persona di poter dire oggi, in piena consapevolezza, quali cure e terapie ritiene accettabili per se stesso nel caso in cui un giorno diventasse incapace di intendere e di volere. Avendo così - conclude Marino - la garanzia che le sue volontà vengano rispettate".
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