Politica e Sanità
30 Novembre 2011Scegliendo i corner salute nei supermercati il risparmio per il consumatore può arrivare sino al 17,9%, mentre tra farmacie e parafarmacie in queste ultime è possibile pagare -2,4%. Lo rivela un’indagine di Altroconsumo su 109 farmacie, 20 parafarmacie e 16 ipermercati. Visitati in totale 145 punti vendita di farmaci senza ricetta in dieci città: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Verona e Torino. L’indagine evidenzia come sia in salita il prezzo dei medicinali senza ricetta, con un aumento nel 2011 per tutti i canali di vendita del 4%. I rincari spalmati sulle tre tipologie distributive mostrano che gli effetti positivi della liberalizzazione introdotta nel 2006 e riservata ai farmaci senza obbligo di ricetta (Sop e Otc) si sono ormai esauriti. Ma risparmiare è possibile, scegliendo in quale farmacia acquistare: uno stesso sciroppo della tosse può costare da 7 euro sino a 11 euro. Scegliere dove entrare può far risparmiare sino al 65%. Variabili meno ampie all''interno degli altri due canali: 38% tra le parafarmacie e 35% tra gli ipermercati. La soluzione, secondo Altroconsumo sta nella liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta. «Oltre ad ampliare la rosa a prodotti il cui prezzo non può continuare a essere unico, fissato a monte dalle case farmaceutiche, sarebbe opportuno dare una sferzata tra i diversi canali di vendita. Come sempre, con la presenza di un farmacista professionista, garante della tutela della salute dei cittadini» spiega la nota dell’Associazione consumatori. «Il vero rischio, qui, non è l''abuso di farmaci ma un ritorno al monopolio delle farmacie, delineato nella proposta di legge Tomassini-Gasparri. A tutto danno della concorrenza dei prezzi e delle possibilità di far risparmiare il cittadino». A supporto della tesi l’associazione pubblica un’intervista ad Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust che sottolinea «i dati parlano chiaro. Non c’è ancora stato un pieno sviluppo della concorrenza sui farmaci. Oggi la vendita è ancora fortemente sbilanciata a favore delle farmacie. I corner farmaceutici nei supermercati faticano a farsi strada. Ed è un peccato, perché avremmo avuto ulteriori sconti e una maggiore occupazione».
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