Politica e Sanità
30 Novembre 2011L’innovazione in campo sanitario ha bisogno di essere governata per coniugare appropriatezza e sostenibilità. E in tale governo il farmacista del Ssn rivendica un ruolo di valore strategico. Si può riassumere in questi termini il tema portante del 32° Congresso nazionale della Sifo, in corso a Firenze (nella foto la sede del congresso) da ieri fino a mercoledì. Sotto la lente della Società italiana di farmacia ospedaliera, infatti, ci sono le nuove tecnologie e le ultime conquiste della ricerca nel campo dei dispositivi medici, un settore dove il servizio sanitario non è ancora riuscito a costruire un sistema di controllo come quello che invece caratterizza il farmaco. «E invece» spiega a Farmacista33 di Laura Fabrizio, presidente della Sifo «la preoccupazione di gestire oculatamente le risorse dovrebbe consigliare una serie di interventi diretti a garantire il governo clinico e sanitario del “medical device”. Per il farmaco ci sono l’Aifa e il prezzo contrattato, per i dispositivi medici le Regioni continuano ancora oggi ad acquistare a prezzi spesso molto differenti tra loro». Se un governo è necessario, nella cabina di regia devono esserci anche i farmacisti del Ssn: «Oggi» osserva ancora Fabrizio «collaboriamo già attivamente con clinici e amministratori per orientare le scelte in termini di costo/efficacia, partecipiamo alle sempre più numerose commissioni di Health technology assessment presenti nelle aziende sanitarie, partecipiamo all’aggiornamento dei prontuari diagnostico-terapeutici. Occorre uniformare l’accesso ai dispositivi medici e il nostro contributo può essere importante». Nei quattro giorni di lavori del congresso si parlerà anche di spesa farmaceutica e distribuzione diretta: «La nostra preoccupazione» conferma il presidente della Sifo «è quella di garantire la continuità ospedale-territorio. In questo senso,siamo convinti che sia cruciale non solo la collaborazione tra medico e farmacista, ma anche quella tra farmacista ospedaliero e farmacista di comunità. Apparteniamo alla stessa professione e operiamo entrambi nel Ssn, dobbiamo trovare assieme le strategie migliori con cui coniugare accessibilità al farmaco del paziente e sostenibilità dell’assistenza».
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