Politica e Sanità
30 Novembre 2011La ricetta elettronica si candida a figurare tra gli interventi del tormentato dl sviluppo, ancora in gestazione per la difficoltà di far quadrare la richiesta di investimenti per la crescita con la necessità di tenere i conti sotto controllo. E secondo il Sole 24-Ore, che venerdì ha anticipato la notizia, a rendere la ricetta elettronica di Brunetta un progetto “spendibile”sarebbe proprio l’assenza di costi. Di più: neanche un centesimo in uscita e 4 miliardi di euro in entrata, sotto forma di risparmi per il Ssn una volta che il sistema sarà andato a regime. Cifre che il ministro della Funzione pubblica avrebbe esposto nei giorni scorsi ai colleghi che stanno lavorando al decreto attirandone l’attenzione. Il piano di Brunetta, in sostanza, è quello di imprimere un’accelerazione vertiginosa alla digitalizzazione delle prescrizioni. I medici, cioè, dovrebbero iniziare a sfornare ricette elettroniche già dal prossimo marzo, con l’obiettivo di eliminare completamente la carta entro il 2015. Allo scopo, il Ministro avrebbe disegnato una “road map” che prevede la smaterializzazione di ameno il 40% delle prescrizioni entro la fine del prossimo anno, il 70% per la fine del 2013 e il 90% per dicembre 2014. Se il dl sviluppo dovesse accogliere il piano, alle Regioni verrebbero dati meno di cinque mesi per mettere in rete prescrittori, farmacie e strutture del Ssn. E chi non riuscisse a rispettare l’appuntamento, verrebbe sanzionato con tagli ai finanziamenti «integrativi» del Fondo sanitario. Quest’ultimo passaggio rappresenta lo scoglio principale all’integrazione del piano nel decreto governativo. Difficile infatti che le Regioni possano digerire un provvedimento che costringe una buona parte di loro (e specialmente quelle più in difficoltà con i bilanci) a pagare interamente la realizzazione dell’infrastruttura telematica. E lo stesso vale per il fascicolo sanitario elettronico, altro progetto telematico sul quale Brunetta vorrebbe che il dl sviluppo desse un’accelerata. In pratica, il Ministro vorrebbe che il fascicolo sanitario elettronico cominciasse a concretizzarsi dall’inizio del nuovo anno, parallelamente alla ricetta digitale. E, ancora una volta, senza oneri per la finanza pubblica. Regioni permettendo.
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