Politica e Sanità
30 Novembre 2011È un coro quello che ha accolto la nomina di Massimo Balduzzi al dicastero della Salute: tra auguri di buon lavoro e apprezzamenti per la persona, tra le sigle dei medici non c’è sindacato che non abbia indicato tra le priorità del nuovo governo in tema di Sanità pubblica il ritorno di una regia centrale che riporti coerenza nel Ssn. Lo si può chiamare stanchezza da federalismo o riflusso centralista, sta di fatto che quello che un tempo sembrava un fervido laboratorio regionalista di esperienze gestionali e amministrative è ormai, per molti, un confuso bazar dove approssimazioni e incapacità burocratiche si scaricano su chi cura e chi è malato. Anche tra i titolari di farmacia c’è palpabile nostalgia di centralismo sanitario. Perché i confini regionali alzano invisibili muri di Berlino in cui chi sta di qua invidia quelli che stanno dall’altra parte. La dpc è la misura di tale irragionevolezza, perché differenzia gli utili in base al territorio di appartenenza. In Toscana, il caso più spesso citato quando si tratta l’argomento e non a caso, il valore della ricetta è ormai appiattito sugli 11 euro ed è constatazione ovvia che la causa principale di tale depauperamento sia l’accanimento con cui la Regione incanala farmaci nella distribuzione diretta: nel 2010 le farmacie del territorio, coinvolte grazie a un’intesa sulla dpc tra le meno “generose”, hanno dispensato sotto tale regime la bellezza di 3,2 milioni di confezioni; per dare un’idea dell’enormità, basti dire che nelle Marche si movimentano poco più di 800mila pezzi, in Piemonte l’accordo rivisto a maggio ne fa girare circa 130mila. Sarebbe però un errore considerare il problema distribuzione diretta soltanto per le iniquità economiche che alimenta e le differenze che scava tra le farmacie del paese. A preoccupare in misura ancora maggiore, infatti, è il pericolo che il doppio canale e le sue possibili evoluzioni celebrino la messa funebre di quella convenzione nazionale tra farmacie e Ssn che i titolari cercano di rinnovare dal 1998. Questo numero speciale di Farmacista33 è un viaggio nell’intricato e spinoso labirinto della distribuzione diretta
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