Politica e Sanità
23 Dicembre 2011E chiamiamolo anche spread, visto che il termine va di moda. Lo spread della fascia A, oppure la forbice del farmaco rimborsato. Due formule che sintetizzano alla perfezione le cause della crisi che stanno attraversando le farmacie italiane, una crisi che colpisce innanzitutto la redditività – e quindi la capitalizzazione – delle imprese dalla croce verde. Lo spread dei titolari è quello che mette a confronto spesa farmaceutica convenzionata e ricette rosse, ossia ricavi e costi della fascia A. Perché ciò che il Ssn spende, la farmacia introita (fatte le dovute proporzioni); e quello che i medici producono in prescrizioni i farmacisti al banco lavorano (ossia spediscono). E i dati – fonte Osservatorio medicinali dell’Aifa – dicono che la forbice tra i due parametri è in costante allargamento: dal 2000 al 2010 la spesa convenzionata lorda è aumentata del 29,3%, il numero delle ricette invece del 62,9%. Sul farmaco rimborsato, in sostanza, negli ultimi 11 anni le farmacie hanno visto il lavoro e quindi i costi crescere a un ritmo tre volte maggiore dei fatturati. Di qui deve partire ogni analisi sul presente e sulle prospettive del mercato della farmacia. Che resta farmacocentrica (il medicinale rappresenta il 75% del suo fatturato, fonte Federfarma) ma di anno in anno si fa sempre meno “mutuocentrica”. Conferma la curva della ricetta Ssn, negli ultimi quattro anni con il meno fisso tranne una volta soltanto: nel 2007 il valore lordo medio era di 24,23 euro (-9,30% rispetto all’anno precedente), nel 2008 23,02 euro (4,99%), nel 2009 23,31 (+1,26%), nel 2010 22,10 euro (-5,49%). Insomma, il Ssn è un consumatore della farmacia sempre meno ricco e generoso, come quei clienti affezionati che nel tempo riducono gli acquisti perché il loro portafogli non è più pieno come una volta. Colpa delle genericazioni, che riducono i prezzi (il valore lordo medio della fustella è sceso dai 13,61 euro del 2007 ai 12,08 del 2010) e degli interventi sulla spesa (distribuzione diretta compresa) che strangolano i fatturati. Proprio vero, anche le farmacie hanno il loro spread da tenere sott’occhio.
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