Politica e Sanità
23 Dicembre 2011La Manovra cambia ancora. E il velo di ottimismo che lunedì sera si leggeva negli occhi di molti titolari lascia di nuovo il posto alla preoccupazione. Colpa delle novità che il decreto “salva Italia”, ieri in Gazzetta ufficiale, ha tirato fuori dal cilindro in zona Cesarini: dall’articolo 32, infatti, spariscono d’un botto quorum e concorsi, spunta un decreto del ministero della Salute (d’intesa con le Regioni) che detterà i «requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi» di cui dovranno disporre gli esercizi di vicinato per dispensare i farmaci di fascia C e infine arriva lo sconto in stile “Storace” (vedi articolo sotto). A parte quest’ultimo punto, ci sarebbe in apparenza da gioire ma in Federfarma gli umori ricalcano fedelmente l’altalena della borsa e ieri segnavano rosso a ragion veduta. La sensazione, infatti, è che lo stralcio delle norme su quorum e concorsi non significhi il definitivo accantonamento della questione ma soltanto un rinvio, magari alla riforma delle professioni promessa dalla Manovra stessa oppure a un tavolo al quale ricominciare a discutere di ammodernamento delle farmacie assieme agli altri soggetti coinvolti. Ma senza l’ala protettrice di un governo amico, com’era fino al mese scorso. Invitano a tale ipotesi le voci di queste ultime ore: innanzitutto quelle che raccontano della frettolosa convocazione al capezzale del governo di un tecnico del dicastero Salute, che sul filo di lana avrebbe ritoccato alcuni passaggi del testo e “consigliato” a Catricalà e colleghi di rimandare la Pianta organica a un provvedimento più organico; e poi quelle secondo le quali Monti avrebbe fatto sapere (attraverso intermediari) che se i farmacisti si fossero presentati con una proposta di riforma seria e coraggiosa sarebbero stati ascoltati. Anche per queste voci, sono in parecchi oggi in Federfarma a rimpiangere la versione di lunedì della Manovra, quella con il quorum a quattromila più duemila per la seconda farmacia. Si sarebbero aperte non più di 1.700 nuove sedi e di Pianta organica non si sarebbe più parlato per parecchio tempo. Pure le parafarmacie, d’altronde, in questi giorni hanno dimostrato di essere più attente alle sorti della fascia C a quelle di quorum e concorsi. E non è neanche difficile intuirne i motivi: con gli etici non rimborsati fuori, le sigle che rappresentano le “para” (proprio in questi giorni al lavoro per confluire in una organizzazione unitaria) faranno meno fatica a imporre una riorganizzazione totale dei meccanismi di accesso all’esercizio professionale e alla titolarità. Nell’ambito di una riforma complessiva del sistema che le farmacie dovranno trattare da una posizione più scomoda di prima.
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