Politica e Sanità
23 Dicembre 2011Dopo più di un anno di lavoro rischiano di sciogliersi come neve al sole le chance di un’intesa tra farmacie venete e Regione sulla distribuzione per conto. La bozza di accordo è pronta, l’amministrazione ha dato luce verde, manca solo Federfarma. Che non può firmare perché i suoi vertici regionali sono stati sfiduciati una settimana fa e tutto è fermo fino all’assemblea dalla quale dovrà spuntare il nuovo direttivo. Uno stallo che rischia di allontanare la chiusura dell’intesa. «E’ una situazione che mi preoccupa e mi amareggia» commenta Marco Bacchini, presidente uscente del sindacato titolari veneto «avevamo lavorato tanto per l’intesa e riteniamo che i termini pattuiti con la Regione siano tra i più vantaggiosi per le farmacie». La bozza di accordo, in sostanza, prevedrebbe un compenso di otto euro a pezzo con pagamento in dcr e maggioranzione a nove o dieci euro per le farmacie con fatturato più basso. Sarebbero coinvolti non solo i farmaci del Pht ma anche gli ex Osp-2 (sarebbe la prima intesa in assoluto) e una clausola vieterebbe alle Asl distribuzioni extra dpc. «La nostra previsione» prosegue Bacchini «è che con questo accordo passerebbe dalle farmacie l’80% dei farmaci in distribuzione diretta in tutta la regione». Infine, l’intesa prometterebbe un cospicuo investimento nella formazione dei farmacisti per assicurare corretta dispensazione e farmacovigilanza sugli ex osp-2 che passano dal territorio. «Firmiamo in fretta» è l’appello finale di Bacchini «prima che la controparte ci ripensi». «L’accordo sulla dpc non è tra i motivi della sfiducia» è la replica di Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Federfarma Treviso, una delle quattro province che hanno votato contro Bacchini «anzi si può dire che una volta superate le ultime perplessità di Padova e Belluno l’intesa potrebbe essere firmata rapidamente, con qualche piccolo aggiustamento di dettaglio. E’ vero però che siamo stati messi al corrente dei dettagli di questo patto solo nella seduta in cui Bacchini è stato sfiduciato, quando invece sono mesi che gli chiediamo di fare un passo indietro. La nuova presidenza? A quanto mi risulta l’assemblea è stata fissata per il 28 dicembre, quindi non ci sarà molto da aspettare».
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