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Politica e Sanità

25 Gennaio 2012

Fondo solidarietà: l’Enpaf si scansa, il Sunifar lo boccia


Non piace per nulla all’Enpaf il “regalo” recapitato dal decreto sulle liberalizzazioni con l’istituzione del fondo di solidarietà per le farmacie dei piccolissimi comuni. Anzi, il presidente della cassa dei farmacisti, Emilio Croce, mette subito le mani avanti e avverte che in Parlamento la norma andrà modificata, perché l’Enpaf non può gestire il fondo. «Noi» spiega a Farmacista33 «siamo un ente di previdenza, tra i nostri scopi istituzionali non c’è questo genere di cose». Croce insiste nella tesi anche quando gli si ricorda che in passato l’Enpaf ha elargito incentivi una tantum ai rurali in difficoltà. «Quelle erano elargizioni saltuarie, a quanto scrive il decreto dovremmo assicurare una mole di lavoro per la quale non abbiamo né il personale né la capacità né il tempo. Per esempio non disponiamo dei dati relativi al fatturato di tutte le farmacie, raccoglierli sarebbe un impegno insostenibile in questo momento, in cui già dobbiamo affrontare l’equilibrio della cassa a 50 anni». Insomma, se il governo vuole questo fondo ne affidi la gestione a qualche altro istituto: «Lo facciano fare all’Inps o a chi vogliono» conclude Croce «ci sono i tecnici, sapranno trovare loro la soluzione più adeguata».
L’idea del fondo di solidarietà non entusiasma neanche il Sunifar, il sindacato dei rurali. «Una insignificante elemosina» è il giudizio del presidente, Alfredo Orlandi «a fronte di novità ben più sgradevoli: non ci piace per nulla il fatto che si sia passati da un concorso per soli titoli a uno per titoli ed esami. Taglia drasticamente le speranze dei titolari sussidiati di ottenere una sede meno disagiate: si tratta in gran parte di farmacisti con parecchi anni di pratica sulle spalle, che farebbero fatica a rimettersi a studiare sui nuovi quiz. Cercheremo in ogni modo di modificare la norma in Parlamento». Sempre che non venga posta la fiducia, ipotesi che comincia già a balenare in queste ore, con il decreto alla firma del presidente Napolitano (spostata a ieri sera anziché lunedì).

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