Politica e Sanità
31 Gennaio 2012La riduzione del prezzo dei farmaci che dovrebbe essere una conseguenza della liberalizzazione è un boomerang che si ritorcerà sulla salute del paziente, soggetto diverso dal consumatore. A lanciare l’allarme Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato del Veneto, nel corso di un incontro con Federfarma regionale sugli effetti del provvedimento targato Monti. «L’immediata conseguenza della liberalizzazione» denuncia l’associazione dei pazienti «così come è oggi pensata dal Governo, sarà un minore controllo sul farmaco e di fatto un aumento immediato di utilizzo e abuso del bene-farmaco. È evidente a tutti che a un maggiore consumo di farmaci non corrisponde certo una migliore qualità della salute del cittadino. Anzi la deregulation è lo strumento opposto a ciò che serve realmente al paziente, ovvero il controllo sempre più marcato sui medicinali. Dal punto di vista economico, infine, per portare un vero risparmio al singolo e anche allo Stato non si può parlare di prezzo libero, ma bisogna lavorare sull’intera filiera, facendo sì che tutti i soggetti coinvolti rinuncino a una piccola parte della loro marginalità». Nell’incontro, anche Federfarma regionale ha messo in luce alcune contraddizioni: «Si parla di contenimento della spesa e si consente l’apertura di un numero elevato di farmacie sulle quali, poi, l’amministrazione pubblica dovrà sostenere una serie di spese per svolgere l’attività di vigilanza. Si parla poi del risparmio per il cittadino, che con questa manovra si concretizzerà in 8 euro e 50 l''anno e dall''altro» il sistema sembra spingere proprio verso un maggior consumo di farmaci.
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