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Politica e Sanità

22 Febbraio 2012

Caro-carburante, grossisti preoccupati


Cresce tra i grossisti del farmaco la preoccupazione per l’aumento dei costi logistici legati al caro-gasolio. La prima botta seria era arrivata a dicembre dal Governo, che nella Manovra “salva Italia” aveva aumentato di 10 centesimi l’accise sulla benzina e di 13,6 centesimi quella sul carburante diesel. Poi, tra gennaio e febbraio, sono arrivate le fluttuazioni dollaro-euro e l’instabilità dei mercati nazionali e il risultato è che ormai un pieno di gasolio arriva a costare tra il 30 e il 40% in più rispetto a un anno fa. Una bella tegola per le imprese della distribuzione intermedia, i cui costi di trasporto hanno mediamente sul conto economico delle aziende un’incidenza tra l’1 e l’1,4%. Se si tiene conto che dall’estate del 2010 il margine dei grossisti è sceso al 3% e la recente delibera Aifa sul ripiano del deficit 2010 l’ha ulteriormente limato al 2,93%, si ha un’idea dell’entità del problema.
Per molti distributori gli aumenti comportano innanzitutto una rinegoziazione dei contratti in outsourcing: soltanto tra le cooperative dei farmacisti, infatti, un terzo appena delle imprese trasporta su mezzi propri mentre le restanti esternalizzano ad altre cooperative o ai cosiddetti “padroncini”. All’orizzonte, quindi, si profilano rinnovi onerosi, tanto che alcune aziende hanno già messo in conto aumenti tra il 7 e il 10%. Ed ecco allora che la parola d’ordine diventa risparmiare e guadagnare efficienza. Nel novembre scorso, per esempio, l’Osservatorio nazionale trasporti aveva varato una delibera che fissava i costi minimi per i contratti di settore; un’ipotesi attualmente allo studio è quella di ottenere una deroga a tali minimi in considerazione delle dimensioni ridotte dei mezzi impiegati dalla filiera (furgoncini al di sotto della tonnellata). Altra ipotesi, sulla quale si sta ragionando in Adf, è quella di una razionalizzazione delle consegne attraverso lo sviluppo di sinergie tra distributori e vettori: in sostanza, laddove le situazioni locali lo consentissero si potrebbero valutare consegne raggruppate di più grossisti, in modo da evitare recapiti ridondanti e illogici. Il tema è sul tavolo.

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