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Politica e Sanità

01 Marzo 2012

Gli esperti, sulle sedi non cambia nulla


Le ricadute sulla pianta organica dell''art.11 fanno discutere. Di seguito il parere di alcuni esperti di legislazione farmaceutica interpellati da Farmacista33. «Di fatto non cambia niente» è il parere di Bruno Nicoloso, docente di legislazione, organizzazione ed economia farmaceutiche all''università di Firenze «perché rimangono intatti i criteri geografico, demografico e urbanistico. Semmai, diventano più flessibili i criteri di revisione, perché le aperture in deroga previste per stazioni, centri commerciali e altro determineranno in alcune situazioni la permanenza del solo criterio della distanza». «Non sparisce proprio nulla» conferma da Napoli Antonia De Lisio, docente di legislazione del farmaco all''università Federico II «nella 475/68 si parla di pianta organica, sede e zona. Ora si cita soltanto la zona, ma è evidente che per identificarla il comune deve perimetrarla. Piuttosto, si può dire che se prima, con l''identificazione delle sedi, si doveva obbligatoriamente coprire l''intero territorio comunale, ora invece con l''individuazione delle zone possono rimanere delle zone franche, la cui presenza potrebbe diventare un problema nel momento in cui si partisse con servizi come la consegna a domicilio dei medicinali. Non dimentichiamo infine che nei commi 2 e 3 dell''articolo 11 torna il concetto di "sedi", quindi c''è da chiedersi quale sia la reale volontà del legislatore».
«In effetti la lettura del paragrafo lascia diverse perplessità» è infine il giudizio di Stefano Ribolzi, avvocato ed esperto di legislazione della farmacia «non sembra cambiare molto rispetto a oggi ma c''è da chiedersi innanzitutto se il termine "zona" mantenga nei due testi il medesimo significato. E poi, la sua identificazione deve essere effettuata dal comune sentito il parere di Asl e Ordine: ma è un parere vincolante o soltanto consultivo? Ci sarà da riflettere parecchio sul nuovo testo, di certo da quanto si afferma alla lettera c emerge tra i parametri per la distribuzione dei presidi anche un nuovo criterio: assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico».

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