Politica e Sanità
15 Marzo 2012Titolari di Napoli e provincia scettici davanti al nuovo decreto commissariale della Regione sul ripiano dei debiti delle Asl. In teoria il provvedimento – datato 7 marzo e di imminente pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Campania – promette una semplificazione delle procedure di pagamento delle aziende sanitarie mediante certificazione delle spettanze antecedenti al 30 giugno 2011, da cui un’accelerazione dei tempi significativa soprattutto per i piccoli creditori. Ma a Federfarma non si fanno salti di gioia. «Tra i piccoli creditori dovrebbero esserci le farmacie» ammette il presidente dei titolari partenopei, Michele Di Iorio «ma ne abbiamo già viste così tante che ormai io non mi fido finché non vedo i soldi. E poi non capisco: nel decreto si parla di certificazione dei crediti, ma quelli delle farmacie sono già tutti certificati da tempo. Si parla di pagamenti, ma ancora una volta non c’è un piano con scadenze e cifre messe nero su bianco. A essere pessimisti, c’è da temere che sia un’altra mossa per prendere tempo».
Intanto in città la situazione rimane drammatica, anche se solo per l’Asl Napoli 1: alla Napoli 2 e 3 le mensilità ancora da saldare sono state progressivamente ridotte a 5, un “gap” che non allontana i crediti delle banche e può essere alleviato dalle dilazioni dei fornitori. Nella Napoli 1 invece l’insoluto supera ormai i 200 milioni, come ha ricordato qualche giorno fa Di Iorio in una lettera trasmessa al governatore della Campania Caldoro. «Come se non bastasse» rincara il presidente di Federfarma Napoli «l’Asl ora provoca anche: per pagare la sola mensilità del luglio 2011, l’Azienda ci chiede una liberatoria che la metta al riparo da ricorsi giudiziari. Anche in questo caso, è evidente che ci troviamo di fronte al tentativo di guadagnare tempo e ritardare il più possibile i pagamenti».
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