Politica e Sanità
12 Aprile 2012Si parlerà di distribuzione diretta e di nuovi mercati della farmacia. Di servizi e di gestione d’impresa in uno scenario in cui la liberalizzazione impone ai titolari (vecchi e nuovi) un riorientamento radicale delle strategie aziendali. Ecco la scaletta di Farmadays 2012, l’appuntamento congressuale con cui l’Utifar torna a proporsi ai farmacisti con un evento annuale in cui si anticipano gli scenari a venire della professione. È quello che già accadeva ai tempi delle storiche e rimpiante Giornate farmaceutiche, ed è difficile non fare paralleli: invitano al ricordo il nome scelto per la nuova kermesse (si passa all’inglese ma il significato resta quasi lo stesso) e soprattutto la città ospite, quella Verona che per parecchi anni è stata sede delle vecchie Giornate. Appuntamento quindi nel capoluogo scaligero dal 5 al 7 ottobre, ma guai a parlare di ritorno al passato con il presidente dell’Utifar, Eugenio Leopardi: «Questa» spiega lui «è un’iniziativa che vuole guardare al futuro, non al passato».
Presidente, di che cosa si parlerà a Farmadays?
Il filo conduttore di questo appuntamento annuale sarà quello di dare ai farmacisti indicazioni e strumenti da mettere poi in funzione nelle loro farmacie per affrontare le sfide del cambiamento. In questa prima edizione, in particolare, ci concentreremo su due filoni principali: da un lato parleremo di distribuzione diretta, per rivendicare l’idea che la farmacia di comunità deve tornare a essere canale esclusivo di distribuzione del farmaco sul territorio; perché così la spesa è attentamente monitorata, perché c’è maggiore accessibilità da parte del cittadino e infine perché non si possono emarginare farmacisti e medici di famiglia dalle novità della farmacologia più recente.
Il secondo filone, invece?
Passeremo in rassegna tutti quei mercati dell’area cosiddetta di libera vendita in cui i bisogni crescenti della collettività non trovano sempre una risposta adeguata da parte della farmacia. Mi riferisco per esempio agli ausili per anziani, agli alimenti speciali e agli articoli veterinari. Ci sono diversi segmenti di offerte che finora le farmacie hanno trascurato perché concentrate sul farmaco rimborsato; oggi la ricetta Ssn assicura utili sempre più risicati, è allora importante scoprire nuove aree dove la professionalità del farmacista viene invocata dal cliente anche se si tratta di mercati commerciali.
Parlerete anche di liberalizzazioni?
Non siamo un sindacato, quindi non spetta a noi esprimere giudizi. Il decreto però è realtà ed è con questa realtà che le farmacie dovranno confrontarsi. Parleremo quindi di ciò che attende i titolari e delle risposte da dare, della necessità di prestare ancora più attenzione alle esigenze specifiche della clientela che gravita attorno a ogni singola farmacia.
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