Politica e Sanità
23 Aprile 2012Primi effetti tangibili a Milano della liberalizzazione degli orari di apertura. In previsione del giro di boa del primo giugno, data fissata dalla legge regionale per il rinnovo dei turni annuali, otto delle 25 farmacie che assicuravano volontariamente l’apertura notturna hanno già comunicato l’intenzione di non proseguire con il servizio. La notizia non preoccupa perché i diciotto presidi restanti dovrebbero riuscire a coprire la città senza affanni, ma conferma la fondatezza dei timori espressi da Federfarma quando il decreto era sotto la lente delle Camere: la liberalizzazione degli orari rischia di mettere in difficoltà le farmacie che fanno servizio notturno volontario, perché altri presidi saranno tentati di prolungare l’apertura fino alle 20 o alle 22 insidiando la fascia più “remunerativa” della notte. E infatti, a Milano una parte delle farmacie che ha abbandonato il notturno (quelle che più facevano fatica a stare nei conti, secondo le informazioni che arrivano da Federfarma) ha comunicato orari che da giugno prevedono la chiusura alle 23 o alle 24.
Stesso scenario anche a Roma. Su una cinquantina di farmacie notturne otto hanno ufficializzato la rinuncia, a causa del prolungamento di orario (fino alle 21.30-22) adottato da altri presidi nelle vicinanze.
Da altre città invece arrivano rendiconti meno allarmistici. A Palermo (19 farmacie notturne volontarie) c’è malumore ma in attesa che la Regione riceva dall’avvocatura dello Stato i chiarimenti chiesti prima di Pasqua chi ha modificato gli orari ha ridotto la pausa pranzo oppure ha prolungato fino alle 20. A Firenze, dove si contano tre farmacie 24h e una decina di volontarie che fanno servizio misto a battenti aperti e chiusi non si registrano cambiamenti degni di rilievo, in virtù anche di una legge regionale che già consentiva in città ampia flessibilità (come un orario continuato 9-20). A Bologna, infine, ci sono farmacie che hanno prolungato l’apertura fino alle 20.30 (prima l’Asl era inflessibile e pretendeva la chiusura alle 19.30) ma non si registrano contraccolpi sul servizio notturno, garantito 24 h dalla comunale numero 1 e da altre 3 o 4 farmacie che turnano periodicamente. «In ogni caso» avverte il vicepresidente dell’Ordine bolognese, Franco Cantagalli «noi e Federfarma ci siamo già messi d’accordo: qualunque cosa succeda, i turni restano perché altrimenti viene a cadere il principio del servizio».
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