Politica e Sanità
30 Aprile 2012«Sì è vero, i farmacisti europei avevano avviato una riflessione sull’e-commerce quando a Bruxelles era cominciata a girare la voce di un progetto di direttiva. Ma al momento è tutto fermo e non si sa se la questione verrà ripresa». Maximin Liebl, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bolzano e rappresentante della Fofi nel Pgeu (l’organismo che rappresenta i farmacisti di 31 paesi europei), ridimensiona le notizie rimbalzate ieri dalla Francia su una possibile apertura alle farmacie on line.
Presidente, il tema e-commerce è ciclicamente oggetto di dibattito nell’Unione e tra gli stati membri. Che succede?
Il fatto è che, come per altre questioni, c’è una contrapposizione tra orientamenti diversi. Da una parte paesi come la Francia, l’Italia e la Spagna, che sul commercio on line dei farmaci preferiscono divieti rigidi. È una posizione sostenuta anche dalla Germania, dove le farmacie on line sono autorizzate ma prevale l’idea che il tema debba essere lasciato ai singoli Stati. Sull’altro fronte, invece, ci sono paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda, che spingono per significative aperture. L’ipotesi di una direttiva sull’e-commerce era nata nell’ambito di questo dibattito ma ora, con il francese Michel Barnier a capo della Direzione generale per il Mercato unico, è tutto fermo.
E all’interno del Pgeu?
Avevamo iniziato una riflessione sull’onda del dibattito di cui ho detto. Ma visto lo stallo a Bruxelles non siamo più andati avanti e in ogni caso la posizione del Raggruppamento sull’on line è già stata chiarita in diverse occasioni: la vendita di farmaci via Internet è pericolosa, la farmacia “reale” è sempre preferibile nell’interesse del paziente.
Chi è favorevole a un’armonizzazione, però, dice che l’unico modo per contrastare le farmacie on line illegali è quello di aprire il web alle farmacie autorizzate…
Rimarrebbero ancora troppi rischi. I siti potrebbero essere falsificati, così come potrebbero essere fasilficati bollini di qualità e certificazioni, altra ipotesi lanciata mesi fa dall’Unione europea. Basterebbe ricordare che un paio di anni fa un sito russo aveva falsificato il nostro logo per spacciarsi come farmacia autorizzata».
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)