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Politica e Sanità

11 Giugno 2012

Toscana, contro le rotture di stock fa argine la distribuzione diretta


Rotture di stock per colpa delle esportazioni parallele? La risposta si chiama distribuzione diretta. Fa scuola la Toscana, dove da circa 15 giorni un antiepilettico a base di pregabalin arriva alle farmacie soltanto attraverso la Dpc. È la soluzione che Federfarma regionale, impresa produttrice (Pfizer) e Regione hanno concertato dopo i sempre più frequenti casi di irreperibilità fatti registrare da questo farmaco. «Qui da noi» spiega il presidente dei titolari toscani, Marco Nocentini Mungai «questo prodotto rientrava già nell’elenco allargato delle specialità sottoposte a doppio canale. Così, quando le carenze hanno cominciato a minacciare l’efficienza del servizio, è stato facile trovare l’intesa con Regione e produttore». «I fenomeni di accaparramento da esportazione parallela sono insopportabili perché danneggiano i cittadini» rincara Loredano Giorni, direttore del Servizio farmaceutico territoriale «quindi manterremo questo regime di distribuzione finché servirà e, nel caso, lo applicheremo ogni volta che si renderà necessario».
Chi invece mostra disagio per la novità toscana sono i distributori intermedi. Già preoccupati dal sempre più frequente ricorso al direct-to-pharmacy di diversi produttori (che così “occupano” gli scaffali delle farmacie e blindano le proprie quote di mercato), i grossisti temono che l’idea possa essere estesa anche ad altri farmaci sotto rottura o, peggio ancora, esportata in altre Regioni. Se ne riparlerà forse in un incontro tra tutti gli attori, ma intanto viene da chiedersi che ne è stato di quel protocollo d’intesa firmato un anno fa da tutte le sigle della filiera (Farmindustria, Federfarma, Adf, Federfarma Servizi, Fofi, Assofarm): si prometteva l’istituzione di una rete di monitoraggio per individuare ed eliminare rotture di stock, non se n’è fatto più niente. E nel frattempo gli episodi di irreperibilità sono cresciuti di frequenza e intensità. «Ormai si susseguono a singhiozzo» conferma Nocentini «non sono tollerabili e siamo pronti a discutere con la Regione se servissero altri interventi». «All’Agenzia del farmaco ho già fatto presente il problema e tornerò a riproporlo» conclude Giorni, che siede nel comitato prezzi dell’Aifa «se fossero percorribili si potrebbero anche prendere misure coattive per fermare il fenomeno delle esportazioni parallele».

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