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Politica e Sanità

04 Luglio 2012

Spending review: sanità, 3,5 miliardi di tagli, probabili interventi su sconti a Ssn


Sarebbero tre le fasi attorno cui si vuole organizzare il processo di spending review, almeno secondo quanto fa trapelare, nel corso del giro di consultazioni con le parti sociali, il premier Mario Monti (foto), che indica in 4,2 miliardi di euro circa la cifra necessaria a scongiurare l’aumento dell’Iva per quest’anno. La prima fase è quella avviata la scorsa settimana con i tagli alla presidenza del Consiglio e al ministero del Tesoro, la seconda quella in corso di definizione con il dl in discussione, che dovrà concludersi venerdì, e la terza in partenza tra qualche settimana, con un altro dl per la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. Al momento, da quanto sembra emergere, per la sanità i risparmi si dovrebbero attestare nel 2012 a poco più di un miliardo di euro, mentre per i due anni successivi si va verso un intervento di altri 2-2,5 miliardi. Cifre che lievitano a 8-8,5 miliardi se si sommano i 5 già previsti per il prossimo biennio dalla manovra di luglio 2011. Ma secondo quanto si apprende, le misure per ottenere questi tagli si starebbero ancora limando e potrebbero puntare, oltre che sulla stretta sull''acquisto di beni e servizi, già prevista e che verrebbe in parte anticipata al 2012, anche sul sistema di sconti per i farmaci acquistati dal Ssn. In particolare, secondo il commissario Enrico Bondi, l''operazione sui beni e servizi non si baserebbe sul criterio della spesa pro capite, ma su un censimento di 54 tipologie merceologiche con l''identificazione dei benchmark e i tagli delle spese eccessive. L''analisi al momento effettuata ha riguardato 60 miliardi di spesa, con risparmi variabili, a seconda delle voci, da un minimo del 25% a un massimo del 61%. Intanto dai sindacati, già sul piede di guerra, continuano ad arrivare grida d’allarme, soprattutto per il timore che l’operazione nasconda un ennesimo taglio lineare e lo smantellamento dello stato sociale. Il messaggio che lanciano è comunque quello di aprire al più presto un confronto. Timori anche per il pubblico impiego e il rischio di conflitto sociale, visto che sono state riconfermate le previsioni di tagli al personale circolate in questi giorni.

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