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Politica e Sanità

12 Luglio 2012

Al tavolo della remunerazione le ultime speranze di ammorbidire la spending review


Si riunirà il 25 luglio quel tavolo per la riforma della remunerazione che Balduzzi ha promesso martedì sera a Federfarma e che i titolari attendevano da due anni (vedi Manovra Tremonti del 2010). La decisione è del ministero della Salute, da dove ieri sera è partita una lettera di convocazione (in cui si parla di «confronto tecnico») indirizzata alle sigle della filiera (oltre al sindacato e alla Fofi, Farmindustria, Assogenerici, Anifa, Aschimfarma, Assobiotec, Federfarmaservizi, Assofarm, Adf e Assofarm), all'Aifa e alla Sisac (la struttura tecnica che rappresenta le Regioni ai rinnovi convenzionali).
Ma la notizia non è tanto la convocazione del tavolo quanto la data: 24 ore prima della giornata scelta da Federfarma per lo sciopero contro la spending review. Si potrebbero sospettare patteggiamenti, ma ancora ieri dal sindacato arrivavano indicazioni che sembrano escludere passi indietro: la serrata del 26 si farà comunque, quello che scaturirà dal tavolo sulla remunerazione potrebbe servire soltanto a influenzare il percorso successivo della protesta, fino al "botto" finale della disdetta della convenzione. Questa almeno sembra la linea del momento, con l'obiettivo di capitalizzare l'unica vera apertura che ha fruttato la giornata di protesta dell'altro ieri. Un'apertura che costringe il sindacato a una marcia "obliqua": ridotte al lumicino dal presidente del Senato Schifani le speranze di modifiche in aula al testo della spending review, non resta che giocare tutto al tavolo di Balduzzi. Da dove, con un po' di fortuna, potrebbe saltare fuori una riforma della remunerazione con la quale "ammorbidire" nel tempo una parte della stangata di Monti, soprattutto sul tetto per la territoriale. Saranno decisive le prossime due settimane, nelle quali andrà capito se le Regioni sono disponibili a intavolare una trattativa. E se nel sindacato titolari c'è compattezza d'intenti: nell'assemblea generale dell'altro ieri si è registrato un ulteriore strappo tra maggioranza e opposizioni.

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