Politica e Sanità
13 Luglio 2012Concorso straordinario, confusione straordinaria. Da torre di babele, con il Governo che a Roma parla una lingua e le Regioni – ciascuna a casa propria – che ne parlano un’altra. E così, martedì sera il ministro Balduzzi confermava pure a Federfarma l’intenzione di riproporre entro fine mese (per decreto o in una leggina di passaggio) le correzioni all’articolo 11 che dovrebbero dare il via libera ai bandi regionali. Poche ore prima, invece, la Gazzetta ufficiale pubblicava l’estratto della determina approvata dalla Puglia il 24 giugno, con tanto di bando per l’assegnazione di 188 sedi e i canonici 30 giorni di tempo per l’invio delle domande. Ieri la Regione ha fatto immediata marcia indietro – mediante nota che promette una veloce sospensione del provvedimento – ma i due fatti messi assieme danno un’idea di quello che sta accadendo. E in mezzo migliaia di farmacisti sempre più disorientati nelle loro speranze di diventare titolari.
Servirebbero invece certezze, ma in questo momento neanche gli addetti ai lavori le sanno dare. Lo si è capito ieri nell’incontro organizzato all’università di Pisa da Laboratorio Farmacia per offrire ai giovani farmacisti qualche coordinata sul concorso a venire: associazione, calcolo dei punteggi e regioni da preferire i temi più gettonati, ma pochi dilemmi hanno trovato veramente risposta.
«Il fatto» spiega Attilio Mediatore, il consulente di formazione chiamato a rispondere alle domande del pubblico «è che al momento è più facile confermare i dubbi che dare certezze». Sulle associazioni, per esempio: «Meglio farle tra familiari o parenti» dice «perché le norme obbligano a tenere in piedi il patto per dieci anni, pena la perdita della farmacia; occhio quindi a trovare il socio giusto». Resta invece irrisolto il problema della formula da dare al sodalizio: «L’articolo 11 parla di gestione associata» osserva Mediatore «e cita la titolarità quando si tratta di dire cosa succede se i soci si separano. Sembra quasi che il legislatore applichi alla farmacia privata il modello delle farmacie pubbliche, con il comune proprietario e la gestione affidata a una spa, ma al momento possiamo solo fare ipotesi». Anche sui punteggi si possono fornire per ora solo orientamenti: «Chi arriva a 40 punti ho ottime chance» prosegue Mediatore «ma anche sotto si può vincere perché a giudicare dalle graduatorie degli ultimi concorsi – dal Piemonte al Lazio o alla Puglia – quelli che arrivano a quella soglia non sono molti. Importante anche selezionare bene le due regioni dove candidarsi: piuttosto che scegliere in base al numero totale di farmacie messe a concorso, meglio calcolare quante sono quelle ubicate in comuni che per popolazione e resti danno bacini di almeno duemila abitanti e non promettono l’apertura di una sede aggiuntiva alla prima revisione demografica».
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