Politica e Sanità
27 Luglio 2012
Slitta il via libera al decreto legge sulla spending review all'esame del Senato, i lavori per l'esame degli emendamenti della commissione Bilancio di Palazzo Madama sono proseguiti stanotte e continueranno anche oggi. Il testo arriverà all'attenzione dell'assemblea lunedì. Alla fine la lunga trattativa fra maggioranza, relatori e governo ha prodotto nuovi emendamenti soprattutto sul tema sanità e in particolare sulla spesa farmaceutica. L'emendamento di principale interesse per i farmacisti, quello dei relatori Paolo Giaretta (Pd) e Gilberto Pichetto Fratin (Pdl), contiene parecchie novità. A partire dai minori tagli, ma più leggeri di quanto previsto mercoledì, per farmacie e industrie farmaceutiche. L'emendamento dei relatori propone per i farmacisti l'aumento dello sconto al 2,25%, anziché il raddoppio fino al 3,65 indicato dal decreto: la misura varrà anche oltre il 2012. Per le industrie lo sconto scende invece dal 6,5 al 4,1%: ma vale solo per quest'anno. Con la norma iniziale il Governo calcolava risparmi totali fino al 2014 per 705 milioni, che a questo punto si riducono del 70% circa per le farmacie e della metà per le industrie.
La copertura viene lasciata al pay back a carico della filiera in caso di sforamento del tetto di spesa territoriale, come aveva indicato la Ragioneria generale. Il tetto per la farmaceutica territoriale scende intanto all'11,35% (dall'11,5% previsto dal decreto e dal 13,3% attuale), mentre l'asticella per la farmaceutica ospedaliera sale al 3,5% (contro il 3,2 del decreto e il 2,4 attuale), lasciando inalterato il 50% di ripiano a carico delle industrie.
Le altre novità in campo sanitario sono rappresentate dalla possibile stangata Irpef per i contribuenti di otto Regioni con i conti sanitari in rosso: Piemonte, Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia. Se vorranno, le amministrazioni potranno disporre con propria legge dal 2013 l'aumento dell'addizionale regionale dallo 0,5% all'1,1%, anticipando una misura che era già in cantiere, ma solo a partire dal 2014.
E ancora l'intesa sul patto per la salute fissata entro il 15 novembre 2012, la rimodulazione dei tempi per il taglio dei posti letto che almeno per la metà (non più il 40%) dovranno interessare gli ospedali pubblici. Infine una precisazione sull'applicazione a tutti gli enti del Ssn delle norme su certificazione e compensazione dei crediti.
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