Politica e Sanità
17 Settembre 2012Marche al lavoro su un progetto di legge per aggiornare le norme del servizio farmaceutico regionale secondo i dettami del decreto sulle liberalizzazioni. Tra le novità principali del testo - approvato giovedì dalla V commissione consiliare – i provvedimenti in materia di orari e Pianta organica. Per quanto riguarda i primi, si prescrivono aperture non inferiori alle 38 ore settimanali, disposte dal Comune sentiti Ordine e distretto, e ferie facoltative fino a un massimo di 30 giorni; i titolari, in ogni caso, sono autorizzati ad aprire anche in «orari diversi da quelli obbligatori». Per quanto concerne la Pianta organica, invece, la proposta di legge impone ai comuni di individuare le «zone nelle quali collocare le nuove farmacie» entro il 31 dicembre di ogni anno pari e rimanda a un successivo regolamento le indicazioni in base alle quali individuare tali zone, in modo da assicurare «un’omogenea distribuzione del servizio farmaceutico sul territorio regionale». Il disegno di legge, inoltre, recepisce i dettami del decreto liberalizzazioni sulle farmacie soprannumerarie (aeroporti, stazioni e centri commerciali con più di 10mila mq di superficie di vendita, senza però indicazioni su distanze minime da farmacie già esistenti) e conferma ai comuni la competenza sui trasferimenti, previo parere dell’Ordine competente.
In attesa del passaggio all’esame dell’aula (primi di ottobre, secondo l’agenda), il testo raccoglie un voto solo in parte positivo da Federfarma Marche. «Con l’Ordine dei farmacisti abbiamo cercato di difendere gli interessi dei cittadini» spiega il presidente del sindacato regionale, Pasquale D’Avella «ma ci sono ancora alcuni punti che non ci piacciono e che vorremmo rivedere. Qualche esempio? Sugli orari, vorremmo libertà di apertura solo nella fascia diurna, per difendere le farmacie notturne. E sulle ferie, almeno dieci giorni obbligatori perché la farmacia marchigiana è prettamente al femminile». Qualche perplessità anche sull’articolo riguardante le indennità rurali: «Il parametro rimane quello della popolazione e per le farmacie che da sole coprono un intero comune si calcola la popolazione totale anche quando in realtà servono solo una parte. Noi puntiamo invece a calcolare l’indennità sul fatturato».
Si vedrà, intanto le farmacie incassano la dichiarazione del presidente della V commissione, Francesco Comi: « La liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura delle farmacie è una scelta discutibile del legislatore nazionale, ma non derogabile dalle Regioni».
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