Politica e Sanità
21 Settembre 2012La trattativa con data di scadenza? Non rappresenta un problema, sarà volontà di tutti chiudere in tempo la partita. Eventuali ostracismi da parte delle Regioni? Non ce ne saranno, i dati dimostreranno i pregi della riforma. I dubbi dei distributori intermedi? Il progetto lo hanno condiviso, capiranno la necessità di cambiare. Ostenta un ottimismo convinto Annarosa Racca (foto), presidente nazionale di Federfarma: ci sono buone chance che dal tavolo con l’Aifa per la riforma della remunerazione, al via tra dieci giorni, si esca con un’intesa vantaggiosa per tutti. In barba a tutti gli scettici del momento.
Presidente, tra una settimana si apre il tavolo. Soddisfatta?
Sì, finalmente. Avevamo chiesto a Luca Pani, direttore dell’Agenzia, di affrettare le convocazioni, l’ha fatto. La riforma della remunerazione era tra i punti del programma con cui venni eletta, voglio chiudere la partita rapidamente e sono certa che i titolari desiderano altrettanto. Soltanto un nuovo metodo di pagamento può stabilizzare i fatturati Ssn delle farmacie.
Dall’opposizione continuano ad arrivare critiche: non si conoscono i numeri della proposta, denunciano carenza d’informazione e ambiguità. Lei cosa risponde?
In una trattativa i numeri si svelano solo quando si ha davanti la controparte, altrimenti si parte svantaggiati. La compartecipazione al lavoro in Federfarma, invece, è stata totale: abbiamo organizzato 22 riunioni tra commissioni, gruppi di lavoro e assemblee varie, ci sono stati incontri con commercialisti e consulenti, abbiamo ascoltato tutti. Poi è evidente che si è arrivati a una sintesi, in modo da andare alla trattativa con una proposta. E lo ripeto ancora una volta: con l’Aifa discuteremo e ci confronteremo, ma un accordo sarà firmato solo con il consenso dell’assemblea generale.
Anche i distributori non sono contenti: a quanto pare nel vostro modello non si ritroverebbero…
Abbiamo discusso il progetto con i grossisti e l’hanno condiviso. L’importante è che ci sia la piena consapevolezza della necessità di cambiare, perché così non si può andare avanti.
Al tavolo Aifa avrete di fronte le Regioni, che non sono mai state tenere con la causa delle farmacie. Vi preoccupa la cosa?
No. Com’è accaduto con la recente ricerca del Cref sulla distribuzione diretta, porteremo numeri che dimostreranno la validità del nostro progetto e faranno capire i vantaggi di un modello che mira anche a riportare in farmacia i prodotti innovativi.
C’è anche la spada di damocle della scadenza, accordo entro metà novembre oppure la riforma della remunerazione la fanno Ministero e Regioni per conto loro. Timori?
No neanche in questo caso. Sono convinta che sarà volontà di tutti trovare rapidamente l’intesa.
Non preoccupa neanche l’eventualità che l’industria, alla quale la riforma continua a non piacere, metta i bastoni tra le ruote?
I produttori devono fare un passo avanti, devono convincersi che il cambiamento porterà benefici anche a loro. Noi miriamo a una remunerazione che stabilizzi i fatturati e permetta alle farmacie di tornare a crescere, dovrebbe essere un obiettivo proficuo anche per loro.
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