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Politica e Sanità

26 Settembre 2012

Medici americani divisi su fiducia nei generici


I medici statunitensi si dividono sui farmaci equivalenti, poco più della metà è convinto della loro sicurezza ed efficacia, segue con di più i pazienti quando ne prescrive uno e vorrebbe essere informato se al momento della dispensazione è stata fatta una sostituzione del farmaco di marca con un generico. Il dato è emerso da un sondaggio, condotto negli Stati Uniti e pubblicato su Medscape, rivolto ai medici ma anche a infermieri e assistenti medici per un totale di 1.400 operatori. Oltre il 70% degli intervistati ha dichiarato di aver ricevuto una richiesta di sostituzione di un farmaco di marca con un generico da parte delle assicurazioni nei sei mesi precedenti. In maggioranza è stato espresso un accordo (78%) sul fatto che la dispensazione del farmaco equivalente da parte del farmacista venga notificata al medico che aveva prescritto il farmaco di marca, cosa che invece in quasi due terzi dei casi non avviene. Alla domanda se i farmaci generici fossero altrettanto sicuri ed efficaci rispetto ai principi che sostituiscono, il 55% ha dichiarato di esserne convinto, il 27% era in disaccordo e 18% non ha saputo prendere una posizione. Le preoccupazioni sono emerse in merito al dosaggio del principio attivo e alla possibilità di allergie ad alcuni eccipienti. Sul tema del risparmio c’era maggiore omogeneità: il 76% era d’accordo sul fatto che i farmaci generici possono essere utili a ridurre le spese. Molti tra i professionisti della salute interpellati hanno dichiarato che il problema vero non è la loro opinione in merito all’efficacia dei generici, bensì quella dei pazienti, che spesso sono molto preoccupati. Questi timori possono indurre stati d’ansia, che possono a loro volta influire negativamente sull’efficacia del medicinale assunto. Gli autori del sondaggio suggeriscono alle autorità sanitarie un maggiore impegno a fornire un’estesa informazione alla popolazione riguardo ai farmaci generici e che lo stesso dovrebbe essere fatto dai medici verso i propri pazienti.

http://www.medscape.com/viewarticle/770756

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