Politica e Sanità
11 Ottobre 2012Concluso in commissione Affari sociali della Camera l’esame del decreto Balduzzi, che ora dovrà ricevere il parere dalle altre commissioni e approderà all’Aula lunedì, e a risaltare sono le modifiche apportate al capitolo farmaci che di fatto eliminano quanto tentato dal Governo in tema di riorganizzazione del prontuario. Saltano così, a suon di emendamenti, le norme sull''uso dei farmaci off label - che ne prevedevano l’impiego fuori etichetta nel caso in cui, a giudizio della commissione tecnico-scientifica dell''Aifa, avessero un profilo di sicurezza «non inferiore a quella del farmaco autorizzato» e quest''ultimo risultasse «eccessivamente oneroso per il Servizio sanitario», con un costo medio della terapia superiore di almeno il 50% al costo medio della terapia basata sull''impiego del farmaco non autorizzato – nonché la previsione di escludere dal prontuario i medicinali «la cui efficacia non risulti sufficientemente dimostrata alla luce delle evidenze rese disponibili dopo l''immissione in commercio» e anche la «rinegoziazione del prezzo» per quelli «che non soddisfano criteri di economicità». Cancellata anche la possibilità per le farmacie ospedaliere di spacchettare i farmaci «attraverso operazioni di ripartizione del quantitativo di un medicinale regolarmente in commercio, allestire dosaggi da utilizzare all''interno dell''ospedale o da consegnare all''assistito per impiego domiciliare sotto il controllo della struttura pubblica». Le modifiche lasciano un po’ di rammarico al ministro della Salute, Renato Balduzzi: «Le norme erano volte a realizzare il migliore equilibrio possibile tra le esigenze dell''industria e quelle della salute dei cittadini. L''obiettivo era di portare l''industria verso traguardi più vicini a quelli del Servizio sanitario nazionale. Complessivamente l’intenzione non era di penalizzare l''industria ma dare maggiori certezze, per esempio su tempi e tutela dei brevetti». Insorge anche uno dei due relatori, Livia Turco, che commenta: «Abbiamo assistito a una pagina penosissima del Parlamento e al trionfo di Farmindustria. Nel prontuario resteranno farmaci che non servono solo per fare un favore all''industria farmaceutica».
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