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Politica e Sanità

17 Ottobre 2012

Liguria, una legge per regolare attività delle farmacie


Apertura minima per 40 ore settimanali e per almeno cinque giorni su sette. È la novità più importante del progetto di legge sull''organizzazione delle farmacie con cui la regione Liguria si prepara a recepire nel proprio ordinamento la liberalizzazione degli orari. Il testo, è stato votato all''unanimità lunedì dalla III Commissione Consiliare ligure. Ora la palla passa al Consiglio regionale e, qualora anche in questa sede la legge dovesse ottenere il via libera, entrerà in vigore il 1°  gennaio. Come già detto, la normativa prevede che ogni farmacia debba obbligatoriamente stare aperta almeno 40 ore alla settimana e cinque giorni su sette. Inoltre vengono fissate due fasce orarie (dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19) in cui il presidio non può abbassare le saracinesche. «A fronte delle aperture selvagge post liberalizzazione» spiega Elisabetta Borachia, presidente di Federfarma Liguria «si è reso necessario mettere un po'' di ordine negli orari per tutelare l''equa distribuzione sul territorio delle farmacie. Questa legge si inserisce nella cornice nazionale attraverso una più attenta regolamentazione degli orari di apertura assicurando un giusto equilibrio tra garanzia di un servizio ottimale e la corretta gestione economica delle farmacie più piccole o disagiate».
Soddisfazione anche da parte della Regione: «Con questo provvedimento» ha dichiarato Roberto Bagnasco, vice presidente della III Commissione e relatore sul provvedimento in Consiglio regionale «cercheremo di garantire ai titolari di farmacia margini di discrezionalità nell’esercizio delle loro attività e a prevedere strumenti a garanzia del rispetto e della pubblicizzazione degli orari dei turni e delle ferie programmate dalle singole farmacie».
Restano tuttavia, fa sapere Federfarma Liguria, ancora alcuni nodi da sciogliere: «Per poter garantire la sopravvivenza della categoria» puntualizza Borachia «chiediamo che tutti i farmaci siano riportati in farmacia, quando invece la Regione continua a privilegiare la distribuzione diretta.  La farmacia, per poter garantire una serie di servizi all''interno delle proprie mura – spesso poco retribuiti - ha bisogno di sicurezza sui fatturati del Ssn».

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