Politica e Sanità
29 Ottobre 2012A quasi una settimana dall’assemblea generale di Federfarma che ha, di fatto ratificato l’accordo con l’AIfa sulla remunerazione di farmacie e grossisti, l’eco ancora non si spegne tra i titolari di farmacia. A rilanciare la discussione un documento di Federfarma Lazio che ribadendo il dissenso per i termini dell’accordo cerca di spiegarne le ragioni sia nel metodo che nel merito. Federfarma Lazio, nel documento firmato dal presidente Franco Caprino e dal segretario Giuseppe Palaggi, sottolinea come la riforma della remunerazione «sia stata elaborata e attuata dalla dirigenza nazionale con un numero ristretto di colleghi, senza che ci sia stata alcuna possibilità di confronto preventivo con coloro che avevano l’unico torto di esprimere una posizione diversa a tutela degli interessi economici delle farmacie» oltre al Lazio anche Piemonte, Liguria e alcuni delegati siciliani. Nel merito, secondo la lettera dei titolari laziali, l’accordo risulta penalizzante per «un evidente squilibrio tra quota fissa e quota percentuale con conseguenze sui costi di magazzino e forti variabilità di risultati tra farmacia e farmacia, facendo perdere margini sulle vendite in contanti e non garantendo nessuna prospettiva per il futuro». Per questo, spiega il documento, era stata proposta una mozione «che impegnasse Federfarma a non sottoscrivere l’accordo siglato in mancanza di alcuni elementi fondamentali per il futuro della farmacia, tra i quali la previsione di forme di indicizzazione della quota fissa, una maggiore tutela per le farmacie rurali e per quelle a basso fatturato e l’assicurazione che il sistema non favorisca l’introduzione in commercio delle grandi confezioni con ulteriore perdita di utili per la farmacia».«I punti contenuti nella mozione erano e sono condivisibili da tutta Federfarma» scrive a Farmacista33 Maurizio Vecchia di Federfarma Cremona. «Nella sostanza sono gli stessi di cui alle richieste integrative all’accordo del 16 ottobre» si è trattato perciò, scrive Vecchia, «di ulteriori richieste da aggiungere al corollario integrativo ufficiale», che l’Assemblea ha deciso di non mettere ai voti perché già contenute in un documento di auspici che ha accompagnato la nota di intesa siglata tra associazioni di categoria e Aifa. Un documento che Federfarma Lazio ha ritenuto non sufficiente.
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