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Politica e Sanità

31 Ottobre 2012

Ghiani (Credifarma), nuova remunerazione: argine al continuo impoverimento


«Sempre che si tratti dell’accordo definitivo, quello della remunerazione è un buon accordo perché ha posto un argine al continuo impoverimento delle farmacie» lo sottolinea Carlo Ghiani, presidente di Credifarma, la società partecipata da Federfarma, che finanzia le farmacie in difficoltà per ottenere i rimborsi Ssn. «Il problema è quello del calo della redditività rispetto al prodotto Ssn e questo accordo dà garanzie per il tempo della sua validità. In più» continua Ghiani «offre alle farmacie lo spazio per programmare il futuro». La crisi, infatti, come ben noto sta investendo anche il settore della farmacia. «È normale» spiega il presidente Credifarma «che anche la farmacia, come tutte le aziende commerciali sia colpita dalla crisi. Una crisi aggravata dalla sua natura recessiva e dalla conseguente mancanza di denaro in circolo. Le farmacie» continua «in più soffrono di una totale mancanza di tranquillità, che con il continuo cambiare delle regole da almeno cinque anni a questa parte, rende impossibile programmare. Il risultato è che la perdita di potere d’acquisto da parte dei cittadini si riflette sul calo delle vendite dei più redditizi prodotti da banco e parafarmaceutici, in più le banche “hanno chiuso i rubinetti” per tutte le categorie e le farmacie non fanno eccezione». C’è chi chiude per effetto della crisi? «I casi non mancano», spiega Ghiani «ma del fallimento è responsabile chi conduce l’azienda e da questo punto di vista molti farmacisti non sono stati capaci di capitalizzare nella maniera adeguata ne si sono dimostrati all’altezza di un mondo che cambia in fretta e che richiede l’apertura a nuove logiche». Ora c’è la prospettiva del concorso che dovrebbe portare all’apertura di nuove sedi farmaceutiche «una concorrenza sana non può che far bene» sottolinea il presidente di Credifarma. «Il problema è che si sono perse le opportunità nel passato per aprirle secondo giusti criteri. Ora il rischio è di un apertura non ben regolamentata e di una concorrenza selvaggia, che coinvolge, per esempio, anche le parafarmacie che non rappresentano sana concorrenza dal mio punto di vista» conclude (M.M.).

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