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Politica e Sanità

07 Novembre 2012

L''analisi: con ricorsi farmaci fuori Ssn in parafarmacia


Tre recenti prese di posizione dei Tar di Catania, Milano e Reggio Calabria hanno messo in discussione le norme che limitano l’attività delle parafarmacie, con particolare riferimento ai medicinali in fascia C con obbligo di prescrizione, rimandando la questione alla Corte di Giustizia europea (nei primi due casi) e alla Corte costituzionale (nel terzo). Ma le decisioni rischiano di investire l’architettura complessiva della normativa che regola la distribuzione dei farmaci al di fuori del Ssn. È questo il messaggio che emerge dall’analisi a firma dell’avvocato Francesco Cavallaro riportata su Iusfarma delle tre sentenze dei Tar. In particolare, si legge nell’analisi, per quanto riguarda l’ordinanza del Tar catanese, questa «costituisce uno sviluppo e una integrazione del provvedimento del Tar Milano (n. 895 del 22 marzo 2012) che ha per primo dubitato della compatibilità delle limitazioni poste alla dispensazione  dei medicinali di fascia C presso le parafarmacie con i principi europei». La decisione spetta alla Corte di Giustizia, che «certamente non si limiterà a orientare le decisioni dei Tar di Milano e di Catania sulle specifiche questioni poste al loro esame, poiché investirà la architettura complessiva della normativa che regola la distribuzione dei farmaci al di fuori del Ssn. Va infatti tenuto presente che se formalmente si discute dei medicinali di fascia C con obbligo di ricetta, in realtà non vi è ragione di escludere che, se la questione verrà risolta in senso favorevole alle parafarmacie, anche gli altri medicinali con obbligo di ricetta, prescritti con ricetta bianca, e in definitiva tutti i medicinali, possano essere dispensati presso le parafarmacie, che a questo punto potranno divenire farmacie vere e proprie, sia pure non convenzionate». L’analisi ricorda poi che il Tar di Reggio Calabria ha scelto «di interpellare non la Corte di Giustizia europea bensì la Corte Costituzionale». A questo punto, è probabile che «entro l’anno prossimo tanto la Corte di Giustizia europea quanto la Corte Costituzionale italiana facciano conoscere le loro decisioni che potrebbero essere entrambe a favore delle parafarmacie, non solo perché gli argomenti a favore di una maggior liberalizzazione sono oggi quelli che riscuotono maggior credito, ma anche perché i sistemi pubblici di sicurezza sociale e sanitaria sono ritenuti troppo costosi, e vengono costretti a ridurre le prestazioni erogate, con la conseguenza che l’acquisto di medicinali sarà sempre più spesso a carico dei clienti, ciò che potrà giustificare l’esistenza di una doppia rete di presidi: le farmacie convenzionate  con il Ssn, distribuite secondo la tradizionale logica di panificazione territoriale, e le farmacie  non convenzionate, collocate liberamente sulla base di criteri puramente economici».

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