Politica e Sanità
22 Novembre 2012«È una polemica infondata quella sollevata da Striscia la Notizia al riguardo dei prezzi in farmacia dei prodotti per celiaci, perché non tiene conto della realtà dei fatti». Lo sottolinea Guido Bonetto, presidente di Federfarma Veneto, in risposta al servizio mandato in onda dalla trasmissione di Canale 5 nel quale, prendendo di mira l’Asl di Belluno e le visite fatte alle 9mila persone che in veneto soffrono di intolleranza al glutine, un medico ripreso da una telecamera nascosta, attribuiva al monopolio delle farmacie la responsabilità dei prezzi alti. «Innanzitutto» continua Bonetto «sono anni che i cibi gluten free sono commercializzati anche al di fuori della farmacia, ovvero nei supermercati e nella Gdo, e l’assistito celiaco della nostra regione può utilizzare i propri buoni acquisto dove ritiene più opportuno, quindi anche nella Gdo. Non esiste pertanto alcun monopolio da parte della rete-farmacia e riteniamo falso e pretestuoso diffondere notizie che lo sostengono». D’accordo anche Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno, che ricorda come «l’ampiezza della gamma dei prodotti e la tempestività con cui vengono reperiti grazie alla rete delle farmacie (da 6 a 9 ore per i prodotti non nella disponibilità immediata della farmacia) è sempre orientata a garantire la massima soddisfazione del paziente nel reperire il prodotto a lui più gradito. La grande distribuzione non ha la varietà di alimenti offerti dalle farmacie poiché i fornitori sono ormai decine e per questioni di volumi, non vengono trattati dalla grande distribuzione». Il taglio dei buoni ai celiaci, continua Grubissa, è una conseguenza delle revisioni dei capitoli di spesa della sanità. «Purtroppo», dice il presidente dei farmacisti bellunesi, «la Regione sta riorganizzando il settore sanitario per eliminare sprechi e inefficienze e ne dobbiamo prendere atto. Auspichiamo che questo processo non ricada interamente sempre e solo sulla spesa farmaceutica territoriale che è chiara, trasparente e puntualmente tracciata con invio dati mensile al Ministero delle Finanze». «Il discorso monopolio è superato» sottolinea Caterina Pilo, direttore generale dell’Associazione italiana celiachia (Aic), che, comunque, pur riconoscendo al canale farmacia meriti fondamentali nella distribuzione dei prodotti per celiaci, auspica una maggiore liberalizzazione. «Al momento» sottolinea «la spartizione del mercato, che è di 130 milioni di euro l’anno, vede una fetta nettamente superiore per la farmacia, 76%, contro il 24% della Gdo. Un aspetto che ha ricadute anche sulla spesa per il cittadino» (M.M.).
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