Politica e Sanità
29 Novembre 2012«Conoscetevi prima di associarvi» è questo il monito di Carlo Ranaudo, docente di analisi di mercato presso la facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, rivolto ai tanti candidati al concorso che in questo periodo vanno a “caccia” di colleghi da coinvolgere. «Bisogna fare attenzione ad associazioni estemporanee e prettamente numeriche e considerare che ci si avvia verso una convivenza professionale lunga per cui è meglio conoscere i propri interlocutori». Il concorso, sottolinea il professore napoletano, va sicuramente a favorire i giovani, come lamentato da alcuni anche nel forum di farmacista33, un fatto che se da una parte «ha generato un grande entusiasmo, che da tempo non si respirava nella categoria e che può rappresentare una spinta propulsiva per il futuro, dall’altro ha generato ambiguità in relazione ai punteggi». L’effetto, infatti, è che, come appena ribadito da Regioni il cui bando è già stato pubblicato, come la Liguria e la Lombardia, i candidati verranno considerati singolarmente e i loro punteggi singoli verranno sommati, «un farmacista da solo con venti anni di anzianità avrà meno punteggio di due farmacisti giovani con dieci anni rispettivamente» sottolinea Ranaudo «si genera così una discrepanza che potrà dare adito a impugnative da parte dei tribunali. E il rischio di un coinvolgimento della magistratura non è da sottovalutare» continua. Un rischio che secondo l’esperto non si profila per il discorso idoneità, che, come ha deliberato il ministero “non è inclusa tra i requisiti di partecipazione al concorso”, perché, sottolinea il fatto «è già chiaro nelle premesse ministeriali». Infine un cenno alla piattaforma del ministero che secondo alcune segnalazioni presenta difficoltà operative. «Non mi risulta» precisa Ranaudo «ho testato personalmente e l’ho trovata anche relativamente semplice, aspetto di cui va dato atto al ministero. Può essere che in alcuni si sia ingenerata la paura di sbagliare. Quello che più mi preoccupa, però» conclude «è il rischio di aperture di “farmacie nel deserto”. Un rischio che per effetto delle modifiche ventilate all’interno del ddl omnibus si fa molto concreto».
Marco Malagutti
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