Politica e Sanità
03 Dicembre 2012Divieto assoluto di utilizzare animali randagi a fini scientifici o sperimentali nel nostro Paese, senza applicazione di alcuna deroga per casi eccezionali: la conferma giunge dal ministero della Salute in occasione dell’attuazione della direttiva comunitaria 2010/63/Ue, relativa alla protezione degli animali impiegati a fini scientifici. Come sostenuto nel comunicato stampa, il ministero ritiene infatti che «non si possa rinunciare ai diritti di maggior tutela degli animali randagi, già vittime del reato di abbandono, diritti peraltro vigenti fin dal 1991 e ormai conseguiti e giudicati irrinunciabili dai cittadini». L’Italia, quindi, si allinea agli altri Paesi Ue nella tutela degli animali, secondo una direttiva che, come spiega il ministero in una nota, «consente agli Stati membri di mantenere disposizioni più restrittive rispetto alla direttiva stessa se già adottate alla data del 9 novembre 2010. La comunicazione del mantenimento della normativa nazionale verrà quindi formalmente inoltrata alla Commissione europea entro il termine previsto del 31 dicembre 2012». Chiara infine la posizione di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri: «Si tratta di un''indicazione importante, utile soprattutto per evitare che l''eventuale approvazione da parte del Senato delle modifiche apportate alla Camera dei Deputati alla direttiva stessa, in particolare l''art. 14, diventino motivo per l''apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell''Italia da parte dell’Ue, oltre che un grave ostacolo alla ricerca biomedica del nostro Paese».
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