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Politica e Sanità

12 Dicembre 2012

Farmindustria, per futuro biotech si investa in innovazione


Il futuro del farmaco è biotech, ma occorre investire nell’innovazione trasferendo sulla ricerca le risorse risparmiate con i farmaci generici. È questo il messaggio espresso da Eugenio Aringhieri, presidente del Gruppo Biotecnologie di Farmindustria a margine della presentazione del convegno Biotecnologie e medicina, che si è svolto ieri a Reggio Emilia. «I farmaci biotecnologici sono già oggi il 20% di quelli in commercio e il 50% di quelli in sviluppo» ha sottolineato «e in molti casi rappresentano l''unica possibilità di cura per patologie rilevanti e diffuse come anemia, fibrosi cistica e alcune forme di tumore. E sono tra le principali risposte alle malattie rare, per lo più di origine genetica. Si tratta di una realtà che ha ancora enormi capacità di sviluppo e che può rappresentare una fondamentale leva di crescita per l''economia del Paese attraverso un rapporto sinergico tra imprese, territori, centri di ricerca pubblici e privati e con una politica attenta alle sue potenzialità». Serve, però, stabilità e scelte precise a livello normativo e di allocazione delle risorse, ha chiarito Aringhieri: «La ricerca per questi farmaci di solito ha bisogno di 10-12 anni di lavoro. Non si possono cambiare sempre le regole in corso. Bisogna premiare il merito». L’auspicio del presidente del comparto della Farmindustria, è che le risorse risparmiate con i farmaci generici siano allocate nella ricerca per ridurre il costo dei farmaci e renderli più accessibili, «altrimenti il rischio è che per risparmiare alla fine a pagare sia il paziente con ritardi nelle cure». Secondo Aringhieri, infine, il nodo dei finanziamenti nella ricerca biomedicale è fondamentale: «Il 90% della ricerca è finanziata dalle aziende». In Italia, fa sapere Farmindustria, il comparto delle red biotech (biotecnologie per la salute) registra un fatturato di 6 miliardi e 129 milioni di euro, con 5.104 addetti e un miliardo e 454 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo, per un totale di 188 aziende, 84 progetti di ricerca e 319 prodotti in sviluppo. Le imprese attive nel settore del red biotech, che operano nel nostro Paese incidono per il 96% sul fatturato complessivo dell''intero comparto biotech. E non è un caso che il convegno si sia svolto a Reggio Emilia, in una regione tra le più dinamiche nel settore delle biotecnologie: con 36 imprese (di cui 16 nell''ambito dei farmaci) si posiziona al quarto posto in Italia, dopo Lombardia, Piemonte e Lazio.

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