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Politica e Sanità

12 Dicembre 2012

Ghiani (Credifarma), per aprire nuove sedi si parte da 200mila euro


Qual è il capitale d’avvio necessario ad aprire una nuova farmacia nel caso il concorso andasse a buon fine?  In un recente incontro Giulio Landi, direttore generale di Farbanca, aveva parlato di 200mila euro, una cifra che condivide anche Carlo Ghiani, presidente di Credifarma che la considera, però, una cifra di partenza. «La farmacia è come un vestito» spiega Ghiani «lo si può fare più o meno bello e tutto dipende da come la si vuole. Certo si può partire da un minimo di 200mila euro ma la cifra può salire». Fino a quanto? «Diciamo» risponde l’esperto «che con 300mila euro si può fare una bella farmacia». Poi c’è il capitolo ubicazione. Una farmacia può sorgere in una zona non proprio popolosa e la cosa potrebbe rappresentare un ostacolo per chi volesse accedere a prestiti da parte degli istituti di credito. È veramente così? «La difficoltà di fondo» spiega Ghiani «è capire quali sono i criteri per aprire una nuova farmacia e al momento non è ancora del tutto chiaro. Poi» continua «chi fa la domanda di finanziamento deve spiegare nel dettaglio dove è ubicata la sede e qual è il bacino di utenza previsto. Poi è nella specificità della banca fare determinate richieste. Comunque sta al nuovo “imprenditore” fornire le adeguate garanzie sulla base delle richieste dell’istituto bancario». Non mancano, del resto, alcune variabili che possono rendere il percorso più complicato e le interrogazioni parlamentari di questi giorni ne sono ulteriore conferma. Tra queste Ghiani è preoccupato dalle modalità associative, quelle definite al momento, secondo il presidente di Credifarma non hanno alcun «riscontro tra quelli previsti dal codice civile. Ogni socio» spiega «deve fornire garanzie per sé e per l’altro con la spada di Damocle dell’abbandono della società. In teoria, secondo il bando, questo avviene per la morte di uno dei soci ma anche  per incapacità. E chi stabilisce che cos’è l’incapacità?» si domanda Ghiani. Altri punti da chiarire che si aggiungono a quelli proposti in questi giorni e che rendono il rischio di ricorsi sempre più tangibile.

Marco Malagutti

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