Politica e Sanità
14 Dicembre 2012Risorse per finanziare il Patto per la Salute, altrimenti si aprirebbe una fase di grave e insostenibile incertezza. Sono le conclusioni, racchiuse in una nota, della Conferenza straordinaria dei presidenti delle Regioni riunita ieri. “Le Regioni ribadiscono l’insostenibilità del Servizio sanitario nazionale dopo gli interventi delle ultime manovre finanziarie e della spending review” sottolinea il comunicato. “I tagli rischiano infatti di mettere a repentaglio l’erogazione di prestazioni fondamentali per i cittadini e per la tutela del diritto alla salute. Nella legge di stabilità devono essere ricercate le condizioni minime che consentano, attraverso innovazione e riqualificazione dei servizi sanitari, la tenuta del sistema. Le Regioni fanno appello al Governo e al Parlamento perché siano accolti gli emendamenti presentati e illustrati nel corso dei recenti incontri con i Capigruppo al Senato. Proposte che consentirebbero di ricostruire le condizioni minime per aprire una nuova fase, creando i presupposti che portino davvero a un nuovo Patto per la salute”. Un allarme condiviso da Andrea Mandelli (foto), presidente della Fofi: “Ormai sulla Sanità italiana gravano anni di riduzione degli stanziamenti e tagli estemporanei, a causa dei qual è sempre più arduo garantire ai cittadini le prestazioni essenziali” segnala in una nota. “E non credo che la risposta stia nella revisione al ribasso dei Lea, nella speranza di contenere ulteriormente una spesa che, come ha dimostrato anche l’ultimo rapporto dell’Ocse, è inferiore alla media europea e ancora più lontana da quella di paesi come la Francia e la Germania. Quello che serve è una riforma strutturale del servizio sanitario, che elimini diseconomie e ridondanze, condotta anche con il contributo delle professioni sanitarie, alla quale però seguano anche gli investimenti necessari a rilanciare l’efficacia. Questi ultimi anni ci hanno ricordato come le “riforme a costo zero” abbiano effetti più che altro negativi. Mi auguro che le Regioni vogliano farsi promotrici di una reale riforma, aprendo un percorso nel quale saremmo senz’altro al loro fianco”.
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